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Matrix sembra sempre più realtà grazie a Google. Comandare lo smartphone agitando le dita nell’aria oppure fare una telefonata solo sfiorando il polsino della giacca non saranno infatti più solo sogni o fantasie hollywoodiane. La prova arriva dalla conferenza degli sviluppatori di Big G, tenutasi a San Francisco poche settimane fa, dove si sono svolte le dimostrazioni dei progetti più recenti dell’azienda.

Microsoft 

Dall’Internet delle cose all’Internet dei vestiti. La risposta di Microsoft ai progetti di Google è stata lanciata da tempo: prima la gonna interattiva, pensata per dialogare con i Lumia 1520, adesso arriva anche il primo pantalone con carica wireless. Disegnato dallo stilista Adrien Sauvage e presentato al London Collections: Men, questo capo d’abbigliamento – presto in vendita su Amazon – sembra risolvere il cruccio della batteria dello smartphone. A ridare energia al device sarà la tecnologia induttiva già utilizzata dal sistema wireless Nokia DC -50 e disponibile per tutti i modelli Lumia.

L’idea di base è quella di cercare una soluzione per tutti i problemi di digitazione sugli schermi (dita grosse, pioggia, freddo, ...), ma in fondo sembra che Google voglia solamente di stupire il mondo ancora una volta. Non si può immaginare altrimenti l’idea di integrare un piccolo sensore radar della grandezza di due centimetri quadrati negli smartwatch per consentirne il controllo a distanza. Basta muovere le dita in aria per comandare l’orologio fino a cinque metri di distanza: se la punta del pollice gira attorno all’indice compare una tastiera virtuale, se invece il movimento è verso avanti si può scorrere una lista e così via. A mostrare l’ultima innovazione è stato Ivan Poupyrev, Technical Program Lead: «La vostra mano può diventare un’interfaccia di controllo completamente indipendente, sempre con voi, facile da utilizzare e molto, molto ergonomica», ha spiegato.

Persino più affascinante è l’altro cantiere avviato da Mountain View. Dopo aver preso dei fili conduttivi, già esistenti sul mercato ma solo nel colore grigio, Google ha sviluppato innanzitutto una tecnologia per intrecciare le fibre in rame con altre di tessuto e creare così dei pannelli belli da vedere e utilizzabili dall’industria dell’abbigliamento in qualsiasi colorazione. Che cos’hanno di speciale queste toppe? Sono dei veri touch screen che consentono di interagire con lo smartphone senza tirare fuori le mani dalle tasche. La prima azienda a tuffarsi sul così ribattezzato “Progetto Jacquard” è stata la Levi’s, che inserirà i tessuti 2.0 all’interno dei propri jeans.