Lg Lh7000

Lg Lh7000

Linee pulite, spessori quasi inesistenti, concept che cercano costantemente il difficile compromesso tra l’esserci e il non esserci. O meglio, tra l’apparire e il dissolversi, a seconda che il mutevole gioco delle immagini prenda vita o meno. Non è una questione di magia, ma poco ci manca. I nuovi televisori Lcd sono al tempo stesso degli elettrodomestici (che visto il loro ingombro non passano certo inosservati) e delle scatole (ma ormai sarebbe meglio definirli dei pannelli) magiche il cui compito è contenere ed esaltare di volta in volta l’emozione del cinema, il divertimento del videogioco, la qualità delle fotografie e, di recente, la multimedialità di Internet. Devono quindi essere belli, ma non appariscenti, diventare parte dell’arredo e delle linee della casa quando sono spenti, eclissarsi dietro le immagini, fungendo tutt’al più da cornice, quando sono accesi.
Sono queste le premesse che guidano i designer dei maggiori brand dell’Hi tech nel momento in cui affrontano il tema del televisore a schermo piatto. Senza entrare subito nel merito delle prestazioni tecnologiche (basti sapere che i modelli da circa 40” qui presi in esame sono tutti Full Hd e con rapporti di contrasto tra i più elevati della categoria), e di come le forme integrano i sistemi dedicati all’elaborazione del video e al risparmio energetico, la sfida è con la percezione da parte dell’utente di leggerezza, libertà, piacevolezza, sia estetica sia funzionale. Il tutto, per quanto possibile, nel rispetto del principio dell’ecosostenibilità dei materiali e dei processi produttivi.

Cornici sottilissime
Via i fili, tanto per cominciare! Il televisore, pur essendo il ricettacolo di una serie vastissima di piattaforme multimediali, dal lettore Dvd alla console, passando per tutti i dispositivi che compongono un impianto home theatre degno di questo nome, Blu ray in testa, fino al decoder satellitare (mentre invece non sarà più necessario il decoder del digitale terrestre, che per legge dall’inizio di aprile deve essere integrato all’interno di ogni Tv messo in vendita), sta diventando sempre di più un oggetto stand alone, che comunica con gli altri device sfruttando la tecnologia wireless o Bluetooth. La prima a muoversi in questa direzione è stata Sony, che con la gamma Bravia X1 ha introdotto sul mercato un televisore a schermo piatto da appendere alla parete senza il fastidio dei fili pendenti. Grazie alla tecnologia Bravia 1080 wireless, infatti, un ricevitore multimediale dedicato invia i segnali dei vari apparecchi direttamente sullo schermo Lcd, che di per sé altro non è che un’elegante cornice dello spessore di 4,95 centimetri. Tanto è vero che quando non si guarda la Tv, lo schermo si trasforma in una grande digital frame che visualizza le foto caricate dall’utente, oppure una serie di immagini preimpostate in memoria.
Naturalmente, di cornici con gli altoparlanti non se ne sono mai viste, ed ecco che quella di nascondere le casse integrate è diventata un’altra priorità dei progettisti. Pur garantendo un suono tridimensionale, pulito per quanto riguarda i dialoghi e ad alta fedeltà quando si tratta di riprodurre il sonoro degli effetti speciali, non vi è traccia della presenza di fonti audio sulle superfici levigate e uniformi dei televisori di ultima generazione. Gli speaker sono infatti invisibili e riposti nella cornice, o tutt’al più affiorano discretamente dalla base del televisore.

L’era dell’eco-design
Il design ecologico è un altro dei grandi temi messi in evidenza dai più importanti produttori mondiali di tecnologie per l’audio-video. A partire dai materiali e dai processi produttivi, che nel caso dei Bravia minimizzano l’impatto ambientale grazie all’assemblaggio dei prodotti con parti facilmente separabili e prive di alogeni, fino all’utilizzo di imballaggi realizzati con il 35% di carta riciclata, inchiostri privi di composti organici volatili e carta sbiancata senza cloro.
Mentre in casa Samsung, la nuova serie 7000 a Led sfrutta la tecnologia Touch of Color, che consente di evitare l’utilizzo di vernici spray, responsabili del rilascio nell’aria dei cosiddetti Voc (Volatile organic compound - Composti organici volatili). Tra i materiali impiegati è inoltre garantita la totale assenza di piombo e mercurio. Piccole, grandi attenzioni che sono valse a questi televisori la certificazione europea Eco flower. L’illuminazione a Led non ha il solo scopo di migliorare il contrasto (visto che a differenza delle tradizionali lampade fluorescenti i Led, durante la proiezione, possono all’occorrenza spegnersi esaltando le immagini più scure): infatti, oltre a rendere lo schermo ancora più sottile (con uno spessore al di sotto dei 3 centimetri), questa tecnologia abbatte i consumi del 40% rispetto a un Lcd tradizionale.
Anche Panasonic testimonia il suo continuo impegno nello sviluppo di prodotti ecocompatibili, attraverso l’utilizzo per i suoi Viera di pannelli senza piombo certificati per durare 100 mila ore. E la modalità Eco riduce i consumi grazie alla regolazione della luminosità dello schermo che varia a seconda delle condizioni di luce ambientali. I sistemi Intelligent auto stand-by e Stand-by power save lavorano per garantire un importante risparmio energetico.
Sharp risponde colpo su colpo offrendo la serie Aquos Dh77 con lampade ad alta longevità e materiali appositamente progettati per favorirne il riciclo. E in aiuto degli utenti più sensibili alle tematiche green c’è la funzione Opc (Optical picture control), che anche in questo caso regola la luminosità dello schermo a seconda della luce dell’ambiente circostante, ottimizzando così il consumo energetico.
I nuovi televisori Lg sono invece dotati della similare funzione Smart energy saving plus, che permette di preimpostare il televisore in modo manuale o automatico riducendone il consumo energetico fino al 75%. Nel caso dell’Lh 7000, luminosità e colore vengono regolati dalla funzione Intelligent sensor II, che crea automaticamente le condizioni ottimali per una fruizione del mezzo televisivo ecosostenibile. La regolazione manuale, invece, permette di impostare luminosità, contrasto e colore in base al tipo di programma da visualizzare.

Cinema, senza compromessi
Un altro fronte su cui mettere alla prova i responsabili stile è quello del formato dei televisori. Il 16:9, a suo tempo, rivoluzionò il modo di vedere i film in televisione, e il successo fu tale che in breve quello widescreen divenne il formato predominante, surclassando il “claustrofobico” 4:3. Ora forse è arrivato il momento di un ulteriore salto evolutivo. Sarà in vendita a partire da giugno il Philips Cinema 21:9, un televisore che per prezzo e dimensioni (ha infatti una lunghezza diagonale di 56”) si posiziona in realtà al di fuori del segmento preso in considerazione in questo articolo, ma che non può non essere citato, visto che in termini di design potrebbe rappresentare un punto di svolta per il futuro dell’Lcd. Riservato ai fanatici del grande schermo, il nuovo televisore permetterà di godere dei film nello stesso formato concepito dai registi, senza più bande nere al di sopra e al di sotto delle inquadrature, e sarà dotato di tutte le soluzioni hardware e software che equipaggiano gli ultimi nati della casa olandese.