I big data accelerano la ricerca e aiutano a decidere le assunzioni

Altro che selezionatori ultra laureati e tutti d’un pezzo. Oggi a decidere chi assumere e chi no è la tecnologia. Analisi predittiva, algoritmi, gaming e intelligenza artificiale fanno sempre più la parte del leone nel mondo delle risorse umane. Offrono il vantaggio, infatti, di una valutazione rapida: un requisito che sta diventando fondamentale in un mondo che è perennemente di corsa. Ne hanno discusso gli esperti riuniti in occasione del convegno Predictive Analytics: a new Era in HR, organizzato da Oliver James Associates, HR recruiter specialist nella selezione di middle e top management per le aree data, digital, technology, quant e finance.

I big data offrono enormi vantaggi nelle assunzioni

Grazie all’utilizzo di questi strumenti, le aziende possono accelerare i tempi di ricerca, ma anche migliorare la qualità della scelta e la candidate experience, riducendo il rischio che pregiudizi e impressioni a caldo condizionino la scelta di chi assumere. Insomma da risorsa per diventare più competitivi nel proprio settore d’azione, i Big data si stanno trasformando anche in alleati per individuare i migliori talenti sul mercato nel minor tempo possibile, battendo la propria concorrenza al fotofinish. Molte le aziende che hanno già iniziato ad applicare la tecnologia alle risorse umane, come Intesa San Paolo, il gruppo Enel e Sap.