Post di scienza su Facebook: i più popolari sono video e call to action

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Il popolo di Facebook apprezza i post che trattano di scienza, ma solo se contengono poche informazioni o parlano di finanziamenti scientifici. Quando si sconfina nelle nuove scoperte, i like diminuiscono sensibilmente. A dirlo è un’indagine condotta dagli studiosi del Pew Research Center, che hanno analizzato i contenuti pubblicati nel periodo compreso tra l’inizio del 2014 e la prima metà del 2017 sulle 30 pagine a tema scientifico più popolari sul social network numero uno nel mondo, come National Geographic, Discovery e IFLScience. Il primo dato che emerge dalla ricerca è che Facebook non è solo un luogo in cui “spiare” le vite altrui, ma è anche un luogo in cui corre la divulgazione scientifica: un utente americano su quattro segue una pagina in cui si parla di scienza. Non solo. Quasi la metà degli iscritti americani confessa che sul social trova notizie dal mondo della scienza con le quali altrimenti non entrerebbe mai in contatto. Del resto, mediamente, dal 2014, le 15 pagine native (create cioè su Facebook e con un’edizione esclusivamente digitale) hanno aumentato la loro produzione di post del 66% e le 15 pagine multipiattaforma del 115%.

Agli utenti Facebook piacciono i video

Il maggiore coinvolgimento degli utenti si registra nei post incentrati su elementi visivi con poche informazioni aggiuntive. Registrano un elevato engagment anche i contenuti che includono inviti all’azione e quelli che si occupano di finanziamenti scientifici.
I post più popolari non sempre contengono info relative alla scienza. Quattro dei 15 post più coinvolgenti delle pagine principali di Facebook, per esempio, riguardano frasi o consigli ispiratori come “prenditi cura dei tuoi amici” o “credi in te stesso”.

Gli argomenti più trattati su Facebook

Ma di che cosa parlano i post pubblicati sulle pagine a tema scientifico? Soprattutto di salute e alimentazione: il 39% dei contenuti delle pagine native e il 15% di quelli delle pagine multipiattaforma sono dedicati a questi due argomenti. Pochi, invece, i riferimenti alle questioni di attualità: solo l’1% dei post, per esempio, tratta dell’editing genetico e poco di più del cambiamento climatico.
Bassi anche i riferimenti alle nuove scoperte: in meno di un terzo delle pubblicazioni di Facebook si parla di nuove scoperte, principalmente nei settori dell’energia, dell’ambiente, della geologia e dell’archeologia. Il 21% rientra nella categoria che i ricercatori del PRC hanno definito “news you can use”. In altre parole, consigli pratici, per esempio sul tema della salute. Infine, il 16% dei post ha un contenuto promozionale, volto a lanciare un programma televisivo a tema scientifico, e il 12% è finalizzato a chiarire un concetto o i principi di una teoria.