Attenzione all’ambiente e alle cause sociali: è quello che chiedono alle aziende i consumatori della Generazione Z, ovvero i nati tra il 1995 e il 2012, già da qualche anno al centro dell’interesse di studi e ricerche di settore.

Si tratta infatti di una generazione che fa sempre più gola ai brand internazionali, composta da un totale di 2 miliardi di consumatori con un potere d’acquisto di oltre 44 miliardi di dollari.

E a guidare i loro comportamenti d’acquisto sono i valori che le aziende sposano e comunicano, non solo la qualità dei prodotti e dei servizi offerti. Secondo una ricerca condotta da DoSomething Strategic, il 53% dei Gen Z ha acquistato i prodotti di una determinata azienda per supportarne le scelte. Di contro, il 40% di loro ha boicottato i brand che sostenevano cause a cui sono contrari o che mostravano comportamenti non in linea con i loro valori.

Ambiente, equità e sviluppo sostenibile

Tra i temi che stanno più a cuore a questi giovanissimi consumatori ci sono il global warming , la parità di genere e gli sviluppi tecnologici alla base di intelligenze artificiali e automazione. Parliamo infatti di una generazione che è diventata maggiorenne in un periodo di grande trasformazione culturale e di particolare crisi sia valoriale che politico-istituzionale.

Senza dimenticare l’influenza che i social media e i canali di comunicazione online hanno avuto nella loro crescita e  formazione: Facebook e gli altri network sociali mettono sotto i riflettori scelte e comportamenti dei brand, che possono essere quindi più facilmente osservati e valutati.

È normale, quindi, che questi nuovi acquirenti vogliano far sentire con più forza la propria voce, anche attraverso le scelte economiche.

La risposta dei brand. E delle startup

La maggior parte delle grandi aziende si sta adattando alle esigenze che emergono nel mercato insieme alla nuova disponibilità economica dei Gen Z. Ma ancora più al passo con i tempi sembrano essere le startup nate negli ultimi anni e spesso fondate da giovani imprenditori che fanno parte proprio di questa generazione. Dalla moda al food, dai trasporti ai viaggi, sono tante le neoimprese che stanno facendo della sostenibilità il loro marchio di fabbrica, creando prodotti e servizi che rispondono alle preoccupazioni e alle esigenze dei Gen Z.

Due esempi su tutti. L’azienda britannica Rubble, fondata dall’ex atleta Charlotte Roach, sta rivoluzionando l’idea di sport e allenamento organizzando sessioni di ginnastica per bambini più coinvolgenti e simili ai giochi nel parco. O ancora la noprofit Change Please, che offre una nuova prospettiva di vita per i senzatetto, organizzando per loro corsi di formazione per diventare barista.