A Think Milano le nuove frontiere del marketing

© Leonardo Puccini/Ibm

Com'è cambiato e quanto ancora deve mutare il ruolo del marketing di fronte alle sfide della trasformazione digitale? A questa domanda hanno provato a rispondere alcuni tra i più importanti direttori marketing italiani nel corso di una tavola rotonda, organizzata nell'ambito di ThinkMilano. L'appuntamento con l'innovazione voluto da Ibm, dal 5 al 12 giugno all'Unicredit Pavillon in piazza Gae Aulenti, vuole essere l'occasione per fermarsi a riflettere sulle mutazioni della società e del business in un quadro di evoluzione vorticosa. 

Come cambia il marketing

Un cambiamento che trasforma profondamente anche il mondo del marketing, come hanno spiegato i relatori della tavola rotonda "Come si è trasformato il ruolo del Cmo e quali le sfide all’orizzonte" , evento moderato dal direttore di Business People , Vito Sinopoli. Insieme al padrone di casa Luca Altieri, Chief Marketing Officer di Ibm, si sono alternati al microfono Alessandro Militi (Vice President Marketing & Sales di Fox Networks Group Italy), Giorgio Guardigli (direttore marketing di E-Price), Elena Colombo (direttore marketing di Coty Prestige), Francesco Boromei (Chief Marketing Officer di Azimut Yatch), Daniele Siciliano (direttore marketing di Electrolux), Massimo Bullo (direttore marketing di Nintendo), Daniele Sesini (direttore generale di Iab) e il Ceo di Mindshare, Roberto Binaghi.

«Il marketing strategico è morto», è stata la provocazione di Alessandro Militi di Fox, che ha avviato la discussione stimolando il contributo degli esperti provenienti dai diversi campi. Per ePRICE il marketing è soprattutto innovazione e comunicazone di valore, mentre un colosso dela cosmesi come Coty Prestige punta alla sfida ambiziosa di recuperare la startup mentality. Azimut per promuovere i suoi yatch di lusso cerca di garantire una customer experienze ideale, mentre nell'agguerrito campo dell'elettronica Electrolux è necessario entrare nel cuore dei consumatori. Un compito non più semplice ce l’ha Nintendo che, pur lavorando nell’industria della felicità, deve ogni giorno affrontare il termometro del brand sentiment.

Per un nuovo Cmo

Ecco allora che di fronte a un lavoro sempre più complesso, in cui ogni consumatore è ormai un canale di ritorno - come sottolinea Sesini (Iab) -, i Cmo devono avere competenze sempre più ampie e approfondite. Il loro lavoro diventa così nuovo, ampio e variegato: ecco allora che deve cambiare anche il ruolo delle media agency, non più mediatrici di volumi ma di competenze. E in questa direzione va proprio l'evoluzione di Mindshare.
È morta, dunque, la figura del direttore marketing? No, è la risposta conclusiva di Altieri (Ibm). Deve evolvere in una nuova figura: quella del Client Experience Officer, in grado di capire il mercato e le esigenze del cliente e di modificare di conseguenza il volto delle aziende.