Assenza dei Mondiali di Calcio (spinta propulsiva dell’estate 2010) e presenza incombente di una crisi economica di proporzioni mondiali, è un giugno nero quello che chiude un semestre, il primo del 2011, decisamente negativo per il mercato pubblicitario. Nei primi sei mesi dell’anno il totale degli investimenti pubblicitari – come rilevato da Nielsen nella sua indagine periodica – è stato di poco superiore ai 4,5 miliardi di euro, registrando un pesante -4,2% rispetto allo stesso periodo del 2010. A perdere anche, e soprattutto, la Televisione, da sempre regina del mercato, che ha chiuso i primi sei mesi dell’anno in calo del -4,7%, con una raccolta di poco superiore ai 2,5 miliardi di euro. Il piccolo schermo, come detto, paga in particolare a giugno, il confronto con l’anno precedente, ma trova conferma la solida crescita in termini di audience e raccolta pubblicitaria delle emittenti trasmesse in digitale terrestre. Per quanto riguarda la Stampa ancora in forte calo la free press (-49,9%), i quotidiani a pagamento seguono sostanzialmente il trend del mercato (-5,1%), mentre i periodici limitano i danni (-1,5%). Variazione leggermente negativa per il direct mail (-0,9%) mentre Esterna, Cinema e Radio chiudono la prima parte dell’anno con cali più consistenti. Unica nota positiva del mercato, ancora una volta, Internet. Gli investimenti on line continuano a crescere a doppia cifra (+14,1%) rispetto al 2010. Da segnalare comunque come il giugno nero abbia sfiorato anche il web, in crescita, ma a ritmi meno sostenuti. Il +4,7% rispetto al giugno 2010 è una delle crescite più basse degli ultimi anni a livello mensile.

I settori

I primi 4 settori del mercato pubblicitario, ovvero alimentari, automobili, telecomunicazioni e abbigliamento hanno registrato nel mese di giugno una contrazione dell’advertising compresa tra il -9% e il -20%. Considerando il primo semestre tra i primi dieci settori in termini di spesa hanno investito più del 2010 solo le aziende dei comparti automobilistico (+2,8%) media/editoria ( +2,2%), cura persona (+10,1%), farmaceutici/sanitari (11,7%).

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