Servizio eccellente e possibilmente tempestivo nonché affidabile, un turbinio di nuove idee, maggiore creatività e approcci concreti ai nuovi media, insomma un ruolo sempre più strategico all’interno di un dialogo complesso come quello tra aziende di moda e stampa: questo è quello che viene richiesto a un’agenzia di pubbliche relazioni che, a detta degli stessi professionisti delle pr, si è rivelata la migliore soluzione in tempi difficili come questi. Abbiamo chiesto ad alcuni, tra i più noti studi di comunicazione di Milano, di raccontarci in che modo hanno cercato di superare la crisi economica che ha coinvolto in primis le aziende per le quali lavorano - con la drastica, in alcuni casi, riduzione del budget dedicato solitamente alla pubblicità - e di conseguenza gli uffici stampa stessi. La buona notizia è che nonostante la congiuntura economica sfavorevole sono tante le imprese, soprattutto del settore moda, che non hanno voluto rinunciare all’ausilio di una struttura specializzata di relazioni pubbliche, e questo perché resta comunque un vantaggio affidarsi alle mani esperte dei pr che per metodologia, esperienza e abitudine hanno tutti i giorni a che fare con i mezzi di informazione: in questo modo è più semplice raggiungere obiettivi qualitativi e quantitativi nel minor tempo possibile. D’altro canto però, il fatto di affidarsi a uffici stampa esterni all’azienda stessa, in alcuni casi, prevede costi significativi che si riescono a sostenere solo a fronte di un ritorno d’immagine elevato: è proprio per questo motivo che le aziende, soprattutto in tempi non facili come questo, pretendono non solo servizi all’altezza, ma anche strategie sempre diverse, sicure e puntuali e sopra ogni cosa l’abilità di dialogare con la stampa per il posizionamento marketing e del brand e con i “nuovi” media come Internet, i blog o i social network che rappresentano ad oggi la strada meno battuta e proprio per questo quella con il più alto potenziale. Internet sta sempre più diventando un canale privilegiato, soprattutto per chi fa comunicazione perché implica costi minori e quindi è più accessibile per le aziende, assicura la possibilità di interagire e dialogare con il pubblico e garantisce l’opportunità di essere sfruttato per seguire, step by step, lo sviluppo di opinioni e sentiment a proposito di qualsiasi argomento (soprattutto di quello più modaiolo e fashion che per motivi di stagionalità prevede turn over molto più rapidi rispetto ad altri settori); non solo, la sua flessibilità e capacità di natura tecnica di integrare differenti forme espressive, fanno del web il mezzo più adatto per riuscire a coprire tutti i target e le diverse esigenze. E se i pareri riguardanti le realtà che usciranno vincenti dalla crisi sono differenti - per qualcuno il made in Italy è essenziale, così come l’acquisizione di competenze in campo gestionale e organizzativo, per altri invece solo chi punta su una comunicazione strategica può uscirne vincente - sale invece un coro unanime sulle opportunità di miglioramento e rafforzamento dopo questo periodo economicamente pesante. Il cauto ottimismo che ha contraddistinto gli ultimi mesi sta pian piano facendo emergere tanti piccoli segnali positivi, come ad esempio la voglia di consumi, la ripresa degli investimenti e la fiducia nel rilancio dell’economia, che fanno pensare, e sperare, che il prossimo anno non potrà che essere migliore del precedente.