Se il 2011 è andato male, il 2012 potrebbe andare anche peggio. La previsione, non proprio confortante, riguarda il mercato pubblicitario nel nostro Paese e arriva direttamente dall’Upa, l’associazione italiana che riunisce gli utenti pubblicitari. Se il 2011 ha chiuso con un calo degli investimenti pari al 3,7%, per il 2012 si prospetta una contrazione intorno al 5% con il monte investimenti complessivo che si potrebbe fermare a quota 8,17 miliardi di euro (contro gli 8,6 miliardi del 2011). A delineare il quadro il presidente dell’Upa, Lorenzo Sassoli de Bianchi, nel corso della presentazione del secondo summit sulla comunicazione promosso dall’associazione. «Nel primo trimestre si parla di un calo a due cifre, inclusa la Tv, è una cosa che non si è mai vista», ha detto Sassoli, secondo il quale «se a fine del 2011 si pensava ad un 2012 quantomeno in pari, adesso la situazione appare ben più grave». Secondo il presidente dell’Upa, nonché numero uno di Valsoia, la comunicazione si troverebbe oggi in uno sorta di «stallo dinamico» fatto di mancata crescita e insieme radicali cambiamenti tecnologici e nelle abitudini dei consumatori. A risollevare le sorti del mercato potrebbero arrivare, ma solo nella seconda parte dell’anno, gli Europei di Calcio e le Olimpiadi di Londra.