Clint Eastwood

Clint Eastwood per Chrysler

Una lotta all’ultimo spot, che Chrysler ha combattuto con successo e forse vinto. É quella che si combatte ogni anno in occasione del Super Bowl, la finale del campionato di football usa. La manifestazione sportiva più attesa, e più seguita, degli Stati Uniti offre i propri spazi pubblicitari a prezzi da capogiro: fino a 4 milioni di dollari per ogni minuto on air. Vince chi riesce a posizionarsi meglio, ma non solo. Il Brand Bowl è la classifica della Mullen che misura, sulla base dei commenti (positivi e negativi) postati dal pubblico su Twitter se lo sforzo economico è stato ripagato, ovvero quanto una pubblicità è piaciuta al pubblico. Tra i primi classificati anche lo spot della Chrysler, giunto quest’anno al terzo posto della classifica dei tweet, alle spalle del brand di snack Doritos e della catena di fast fashion H&M. Ma il terzo posto di Chrysler, potrebbe valere molto di più.

Negli Stati Uniti la pubblicità della casa automobilistica di Detroit, nella quale Clint Eastwood prosegue il sequel inaugurato lo scorso anno da Eminem con lo slogan “Imported from Detroit”, è al centro delle polemiche. L’accusa è di contenere un messaggio subliminale a favore della rielezione di Obama. Secondo alcuni osservatori, infatti, il concetto della “seconda metà”, della necessità per l’America di guardare avanti, così come ha fatto la Chrysler, implicherebbe l’invito a dare una seconda possibilità, un secondo tempo, al presidente Obama.

La classifica Brand Bowl di Mullen (analizzati oltre 400mila tweet):

  1. Doritos
  2. H&M
  3. Chrysler
  4. Pepsi
  5. Chevrolet
  6. M&M
  7. Budweiser
  8. Volkswagewn
  9. Coke e Bud Light