La statua di Francesco Totti portata in processione

«Scherza con i fanti e lascia stare i santi». È questo l’invito che Marco Tarquinio, direttore di Avvenire, lancia forte e chiaro a Sky. Sotto accusa l’ultima campagna pubblicitaria dell’emittente satellitare “Solo su Sky lo sport fa miracoli – Beato chi si abbona”. Una campagna che ritrae i protagonisti dello sport, dal calcio al basket, dal nuoto al rugby, ritratti come santi intenti a compiere miracoli. Come Samuel Eto’o che compie il miracolo della pausa in diretta, o Andrea Pirlo che si cimenta nella parabola del campanile, oppure Massimo Ambrosini e Stefano Mauri protagonisti di una pesca miracolosa, fino alla nuotatrice Federica Pellegrini che divide le acque, il tutto con il sottofondo della versione pop di Gloria , il successo di Umberto Tozzi. Secondo il quotidiano dei vescovi italiani questi spot sono «offensivi per coloro che si professano cattolici». Per Tarquinio nelle immagini e nei fotogrammi della campagna anche se non si scorge «acredine» emerge «una certa voglia di far vibrare corde sensibili nell’animo degli italiani». Ma si tratta secondo il giornalista di un «esercizio spericolato, che finisce per ferire tanti e disturbare tantissimi». Insomma, senza arrivare ad essere blasfemi si naviga nel cattivo gusto. Secondo il direttore di Avvenire, «chi cerca nuovi clienti e trova amare polemiche non fa una cosa buona e neppure un buon affare». Nella sua invettiva contro gli spot dell’emittente satellitare Tarquinio tira in ballo pure lo scandalo intercettazioni che sta coinvolgendo il gruppo oltre Manica «E se è vero che l’Italia non è la Gran Bretagna del caso ‘News of the World’, è pur sempre vero che Sky, gruppo Murdoch, in questo momento, avrebbe bisogno di tutto tranne che di creare ulteriore sconcerto...».

Nessuna risposta alle accuse da Sky Italia, che assicura però che la programmazione degli spot (pensati ben prima che esplodesse lo scandalo inglese) andrà avanti regolarmente, perché «non c’è alcuna intenzione di offendere, ma solo di fare riferimenti al patrimonio religioso che, insieme al calcio, si divide le domeniche degli italiani».