Avete dei risparmi? Prestateli: con il p2p lending rendimenti fino al 5%

Avete bisogno di un prestito? Oggi, oltre che alle banche e alle società di credito, potete chiederlo anche ai privati. Da qualche tempo esiste, infatti, una particolare formula di credito chiamata peer to peer (p2p) lending, in cui a fornire i soldi sono proprio i cittadini, tramite una delle diverse piattaforme autorizzate in Italia da Banca d’Italia. In questo modo, chi ha disponibilità di denaro può finanziare sia le imprese sia le famiglie, dando un supporto concreto all’economia. In maniera non certo disinteressata: i “prestatori”, infatti, ricevono degli interessi, che sono di assoluto rispetto. Mediamente si aggirano intorno al 5%: quindi, di molto superiori a quelli offerti dai titolo di Stato e dalle obbligazioni investment grade e simili a molti di quelli del mercato azionario. “Sulla nostra piattaforma abbiamo circa 4 mila prestatori, la cui esigenza è diversificare le fonti di investimento. E quello che attira maggiormente è proprio il ritorno economico, che è molto più interessante rispetto ad altri strumenti comparabili in termini di rischio-rendimento” ha confermato al Corriere della Sera Livio Montesarchio, marketing & sales manager di Borsadelcredito.it. Fra l’altro, dopo la legge di Bilancio 2018, questi rendimenti non sono più ipertassati, ma subiscono una ritenuta del 26%, al pari di tutti gli altri redditi da capitale.

Il p2p lending è un sistema trasparente

Chi teme che il peer to peer (p2p) lending non sia un sistema sicuro deve ricredersi. Ai prestatori, infatti, vengono fornite tutte le informazioni necessarie per valutare l’investimento, come il fatturato dell’azienda, il settore e la zona di provenienza. Inoltre, è possibile vedere il piano di ammortamento e i rendimenti realizzati in itinere. Tutte le operazioni avvengono via telematica. Dopo esseri iscritti, aver fornito le coordinate bancarie e aver firmato il contratto, è possibile scegliere la composizione del portafoglio di prestiti, il tasso e la durata. “Nel nostro caso più del 95% dei prestatori sceglie la proposta che si chiama profilo gestito: in pratica siamo noi che andiamo ad associare i capitali con i prestiti deliberati. La cosa importante da sottolineare è che abbiamo una diversificazione media dell’1%. Questo vuol dire che un capitale di 10mila euro, per fare un esempio, è suddiviso in 100 prestiti” ha chiarito Montesarchio. I rischi, quindi, sono contenuti.