Londra, la Metro Bank crolla in borsa. Rischiamo un’altra crisi bancaria?

Da Londra arriva una pessima notizia, non solo per l’economia britannica, ma per tutto il mondo: il tracollo del titolo azionario di Metro Bank Plc, che ha fatto segnare un -35%, minimo storico assoluto. In realtà, non è tanto il tonfo in sé a preoccupare, o non solo, quanto piuttosto la ragione che l’ha causato: la mancanza di sufficiente capitale a garanzia di prestiti erogati, a causa di un errore di contabilità. Infatti, l’ultima volta che le banche britanniche e poi quelle europee ammisero di aver commesso questa imperdonabile svista fu nel 2007, quando la Northern Rock, allora quinto istituto di credito della Gran Bretagna, saltò, dando ufficialmente avvio alla crisi bancaria anche nel Vecchio continente. Stavolta, le proporzioni del fenomeno sono più contenute, ma ci sono alcune criticità che spaventano gli esperti. Innanzitutto, l’ammissione da parte dell’amministratore delegato del gruppo, Craig Donaldson, che l’errata classificazione del peso degli assets a bilancio non è cosa recente e dura almeno da un anno. In pratica, i prestiti effettuati sono come bombe a orologeria e potrebbero esplodere in qualunque momento.

I fattori che fanno temere una nuova crisi bancaria

A far temere una nuova crisi bancaria è poi un’altra ammissione della stessa Metro Bank Plc, che ha dichiarato che sia i profitti a livello annuale sia livelli di capitale potrebbero essere più bassi di quanto atteso. Infine, l’ultima criticità è rappresentata dal fatto che la Metro Bank Plc è una challenger bank, ossia una di quelle piccole banche unicamente retail nate in Gran Bretagna proprio come risposta alla crisi di fiducia verso il sistema creditizio ufficiale post-Northern Rock e post-Lehman e che dovrebbero essere vicine alle esigenze di privati e piccole e medie imprese.