Hard Brexit: cosa cambia per soldi e investimenti degli italiani?

Un’eventuale hard Brexit non avrebbe conseguenze solo sui rapporti commerciali, politici ed economici fra Regno Unito ed Europa. Coinvolgerebbe in maniera diretta anche i cittadini: gli inglesi e gli espatriati certo, ma anche gli italiani. In che modo? Per i clienti delle banche, il possibile divorzio senza accordo fra Inghilterra ed Eu porterebbe alcuni cambiamenti che l’Abi ha spiegato in un’apposita guida. Innanzitutto, è bene sapere che le banche britanniche che operano in Italia ma non hanno succursali nel nostro Paese potranno continuare a svolgere le solite attività solo previa notifica alla Banca d’Italia ed esclusivamente per gestire i rapporti che erano stati avviati prima della data di recesso. Non avranno, invece, la possibilità di concludere nuovi contratti o di rinnovare (neanche tacitamente) quelli esistenti. In secondo luogo, occorre tenere presente che il DL Brexit stabilisce che le banche e gli altri intermediari britannici non potranno continuare a prestare servizi di investimento per i cittadini europei senza avere una succursale in uno dei paesi dell’Unione. Per le banche e gli altri intermediari britannici che operano in Italia tramite una succursale, invece, durante il periodo transitorio non cambierà nulla. Per quanto riguarda risparmi e investimenti depositati in una banca britannica può succedere che verranno garantiti da un altro sistema di garanzia (DGS). La possibilità di investire in strumenti finanziari britannici non sarà garantita: occorrerà aspettare per capire che cosa succederà.

Per i viaggiatori nessun cambiamento con hard Brexit

L’eventuale hard Brexit non dovrebbe, invece, incidere sulle modalità di gestione dei soldi dei turisti che si recano nel Regno Unito. I titolari di una carta abilitata a un circuito internazionale, infatti, potranno continuare a utilizzarla nel Regno Unito anche dopo il recesso dall’Ue, sia per prelevare contanti presso gli sportelli automatici sia per effettuare pagamenti negli esercizi commerciali. Per ora non sono previste spese aggiuntive: qualora in futuro le condizioni per i prelievi nel Regno Unito dovessero cambiare, le banche provvederanno a informare i loro clienti.
Inoltre, dall’Italia sarà ancora possibile ordinare articoli su siti britannici, tuttavia potrebbe essere necessario pagare dazi all’importazione.