Goldman Sachs dice no alle aziende che non hanno dirigenti donne

Wall Street © Pixabay

Wall Street è sempre più attenta alle politiche dell’identità e alla parità di genere. Goldman Sachs, la grande banca d’affari americana, ha annunciato, infatti, che dal luglio prossimo non parteciperà più ai collocamenti in Borsa di aziende i cui consigli d’amministrazione non includono almeno un membro di sesso femminile o appartenente a una minoranza. Dopo la decisione dei fondi BlackRock e State Street Global Advisor di respingere, nelle società di cui sono azionisti, i pacchetti di nomine dove non figurano donne e quella della California, in cui le compagnie quotate con soli dirigenti maschi bianchi rischiano una multa di 100 mila dollari, dunque, ora arriva un altro segnale importante. Sicuramente l’iniziativa della banca, riconosciuta più volte colpevole di frode nei confronti dei propri risparmiatori, spingerà molte aziende a correggere il proprio board. Infatti, Goldman Sachs è il maggiore sottoscrittore di offerte pubbliche iniziali di Wall Street: tutte le società che si preparano a debuttare in Borsa, dunque, sperano nel suo appoggio. Peccato che le nuove politiche saranno applicate solo in Europa e negli Stati Uniti (dove dall’anno prossimo il requisito minimo salirà a due membri rappresentativi di minoranze), mentre altre aree del mondo non sono state nemmeno menzionate.