Campari: vendite oltre i 2 miliardi di euro in nove mesi (+19 sul 2021)

Un terzo trimestre con una forte crescita organica a doppia cifra, in linea con gli altri mesi dell’anno, grazie a una dinamica molto robusta dei brand e all’effetto del prezzo. Performance particolarmente positive dagli aperitivi, nel loro picco stagionale, che hanno beneficiato di condizioni metereologiche favorevoli. Sono alcuni dei risultati del gruppo Campari, multinazionale italiana tra i leader del settore beverage , che nei primi nove mesi del 2022 ha registrato vendite nette superiori ai 2 miliardi di euro (2.005,7 milioni di euro), il 19% in più rispetto ai primi nove mesi del 2021 (+47% rispetto allo stesso periodo del 2019 o CAGR organico a 3 anni del +13,7%). L’Ebitda rettificato è pari a 557,8 milioni, con una variazione totale pari al +33,4%.

Come accennato, l’effetto di cambio è stato positivo e pari a 133,5 milioni di euro in più, principalmente trainato dall’apprezzamento del dollaro statunitense, mentre l’utile del gruppo prima delle imposte è pari a 452,7 milioni, in crescita del 32,7%. Cresce anche di oltre 130 milioni di euro (rispetto a dicembre 2021) l’indebitamento finanziario netto, che al 30 settembre 2022 era pari a 961,2 milioni di euro: un risultato dovuto ai pagamenti relativi ad acquisizioni (150 milioni di euro), ad attività di riacquisto di azioni proprie (107,1 milioni) e al dividendo distribuito agli azionisti (67,6 milioni). Il multiplo di debito finanziario netto rispetto all’Ebitda rettificato su base mobile è pari a 1,5 volte al 30 settembre 2022, in miglioramento da 1,6 volte al 31 dicembre 2021 e 1,8 volte al 30 settembre 2021. 

“Guardando al resto del 2022, rimaniamo fiduciosi sulla dinamica positiva del business con la sovra performance dei nostri marchi chiave rispetto ai mercati di riferimento grazie alla forza dei brand”, ha commentato il Ceo Bob Kunze-Concewitz. “Dal punto di vista degli ordini di vendita, ci aspettiamo una normalizzazione del trend di crescita nell'ultimo trimestre che riflette il mix di vendita stagionale nonché le sfide a livello di supply chain in aree selezionate. Allo stesso tempo, la volatilità e l'incertezza persistono a causa della pandemia in corso, delle tensioni geopolitiche e dell'elevata pressione inflazionistica, quest'ultima mitigabile da incrementi di prezzo. Nel complesso, nonostante la diluizione della marginalità nel terzo trimestre dovuta all'atteso incremento dell’inflazione sul costo del venduto e al mix di vendite meno favorevole, confermiamo la nostra guidance di margine EBIT-rettificato stabile sulle vendite nette a livello organico nel 2022 su base annuale. Per quanto riguarda l'effetto cambio, ci aspettiamo che il contributo positivo trainato dal dollaro statunitense continui”.