In Italia quasi 9 mila startup, ma più della metà è in perdita

Pur con alcuni importanti limiti e difetti, il mondo italiano delle startup continua a crescere. Secondo il rapporto trimestrale realizzato dal ministero dello Sviluppo Economico e InfoCamere, in collaborazione con Unioncamere, sui numeri e i trend delle startup innovative italiane, giunto alla 15esima edizione, al 31 marzo 2018, lo speciale Registro vantava 8.897 imprese iscritte: il 6% in più rispetto a fine 2017, quando la cifra era inferiore di 506 unità. In crescita – netta - anche i dati relativi alla forza lavoro: se un anno fa gli addetti coinvolti erano 35.672, ora sono 45.861, per un balzo in avanti superiore al 28%. Molto bene anche il capitale sottoscritto, che passa dai circa 423 milioni di euro di fine dicembre ai 499 milioni di fine marzo, per un incremento del 18% in tre mesi.

Gli indicatori finanziari delle startup non sono buoni

Ma non mancano le note dolenti. Per quanto riguarda il bilancio, c’è da dire che i dati attualmente disponibili sono relativi al 2016 e sono riferibili solo al 55,6% delle startup iscritte: in ogni caso, non sono positivi. Infatti, il valore della produzione medio per impresa si attesta intorno ai 150mila euro, in calo del 2,9% rispetto alla cifra del trimestre precedente. Anche l’attivo medio, pari a poco più di 263mila euro, è in diminuzione (dell’1,6%) rispetto all’ultimo rilevato. Veniamo ora al fatturato complessivo delle startup innovative: nel 2016 superava i 741 milioni di euro, ma era inferiore del 2,6% rispetto alla produzione espressa dalle imprese e si accompagnava a un reddito operativo in rosso di 88 milioni. Non solo. Nel 2016 hanno chiuso in perdita il 56,6% delle startup.