Record per trasporti ferroviari, cresciuti del 7,3%, e acqua, a +5,3%

Per certi aspetti, il 2017 è stato decisamente amaro per le tasche degli italiani. Dopo due anni di calo, infatti, sono tornate a salire diverse voci di spesa, tutte inerenti a bisogni ritenuti prioritari, da quello di trasporto a quello di avere corrente elettrica. L’unica nota positiva riguarda i servizi telefonici, in calo dello 0,8% rispetto al 2016. Per il resto, ci sono stati solo rialzi: i trasporti ferroviari sono aumentati del 7,3%, l’acqua del 5,3%, i servizi postali del 4,5%, l’energia elettrica del 3,8%, il gas del 2%, i pedaggi dell’1%, i taxi dello 0,6%, i rifiuti dello 0,5% e i trasporti urbani dello 0,2%. A rivelarlo è un’analisi della Cgia di Mestre, che ha anche registrato una ripresa dell’inflazione, a + 1,2% rispetto all’anno precedente.

Le voci di spesa sono aumentate per due ragioni

L’impennata della spesa registrata negli ultimi 12 mesi è collegata a due ragioni principali. Innanzitutto, al rincaro delle materie prime, soprattutto dei prodotti petroliferi. In secondo luogo al blocco delle tasse locali imposto dal Governo in questi ultimi anni, che ha costretto molti comuni a ritoccare verso l’alto le tariffe amministrate. Nonostante il bilancio di famiglie e imprese abbia risentito – e di molto -  di questi rincari, non possiamo lamentarci troppo. Il resto dell’Europa, infatti, sta peggio di noi. Prendiamo, il caso dell’acqua: in Italia, in media, costa 1,63 al metro cubo, in Francia invece 4,27 euro e in Olanda addirittura 7 euro. L’energia elettrica, invece, da noi costa 214,2 euro ogni 1.000 KW/h, mentre in Germania 304,8 euro e in Spagna 229,6 euro. Anche i mezzi di trasporto pubblici continuano a costare molto meno che nel resto dell’Ue.