Ricavi oltre i 54 miliardi di euro per l’abbigliamento made in Italy

Supera ogni più rosea aspettativa il fatturato 2017 del tessile-moda italiano. A fine anno, infatti, i ricavi del settore oltrepassano quota 54,1 miliardi di euro, facendo segnare una crescita del +2,4% rispetto all’anno precedente, una soglia di gran lunga superiore al rialzo del +1,8 % previsto dalle stime. Merito soprattutto del valle dalla filiera, in aumento del +3%. Premesse più che positive, che fanno ben sperare anche per il 2018. Secondo gli esperti, infatti, il primo semestre di quest’anno dovrebbe chiudersi addirittura a +2,6%. A scattare la fotografia aggiornata del tessile-moda made in Italy, un comparto che conta 46mila imprese e 400mila addetti, sono Confindustria Moda e Liuc di Castellanza durante l’assemblea annuale di Sistema moda Italia (Smi).

Il tessile-moda vola sul fronte esportazioni

Il nostro tessile-moda è forte soprattutto sul fronte esportazioni. Lo scorso anno, infatti, l’export è salito del +3,5%, toccando quota 30,6 miliardi di euro, grazie anche all’accelerazione (+8,2%) nel bimestre ottobre-novembre 2017. Complessivamente, il commercio verso l’estero genera il 56% dei ricavi. Anche in questo caso, il motore è costituto dal valle della filiera (in rialzo del +4,7%). A guidare la classifica dei Paesi acquirenti dei nostri capi di abbigliamento sono la Germania, la Gran Bretagna e la Spagna: tutti mercati in crescita. Bene anche il saldo commerciale, che è aumentato del +6,5% e ha superato i 9,5 miliardi di euro, nonostante un import in salita del +2,2%.