tasse sulle imprese

Le tasse sulle imprese sono in discesa da tre anni, ma restano al 48% dei profitti. Rassegnatevi, nonostante il calo di 14 punti percentuali dal 2015 a oggi, le aliquote promesse da Donald Trump negli Stati Uniti restano un miraggio per le imprese italiane. Tasse e contributi pesano per il 48% dei profitti commerciali secondo il rapporto Paying Taxes  di Banca mondiale e Pwc: insomma, la competitività fiscale penalizza ancora il sistema italiano. L'indice infatti sintetizza il carico fiscale e contributivo per le imprese (non la sola pressione fiscale) e dice che l'Italia è 112esima su 190 economie. E la Penisola è molto indietro rispetto alla media mondiale che si attesta al 40,5% 

Tasse sulle imprese al 48% dopo tre anni di calo

Qual è il quadro globale delle tasse sulle imprese? en 52 economie hanno registrato un incremento dell'indice Ttcr, mentre solo 32 l'hanno visto diminuire. Tra queste c'è l'Italia che «si rivela un paese competitivo rispetto ad economie avanzate comparabili (Germania, Svezia, Belgio, Francia) che hanno registrato un Ttcr superiore». Secondo i criteri della Banca mondiale, infatti, l'accantonamento del Tfr obbligatorio va a pesare sull'indice complessivo italiano per circa l'8,6%. Senza questo peso, il dato tricolore si allineerebbe alla media. 

Ma la competitività non si ferma al peso delle tasse. A una media impresa italiana servono 238 ore per gli adempimenti fiscali (erano 240 nel 2015), a fronte di un dato globale pari a 240 ore, per 14 pagamenti totali. Le aziende tricolori sono penalizzate quando c'è da ottenere un rimborso Iva: sono necessarie 42 ore solo per completare la pratica (18,4 la media mondiale, 7,1 in Europa) e ben 62 settimane per ricevere l'indennizzo, tempo che in Europa non supera le 27 settimane (16 nell'Ue). 

Costi di compliance e tempi di attesa per i rimborsi Iva

«I dati pubblicati  confermano sicuramente un trend positivo»  dice Fabrizio Acerbis, partner di PwC TLS, che si dice ottimista: «Nell'indice non trovano riflesso, nel caso base preso a riferimento, alcuni interventi legislativi italiani finalizzati al rafforzamento delle strutture produttive e a ridurre il carico fiscale complessivo. Un esempio è il caso del superammortamento del 140% per l’acquisto di beni strumentali, del Patent box, dei crediti per ricerca e sviluppo. Vi è per contro da dire che alcune misure che trovano riflesso (in positivo) nei dati esaminati quest’anno non hanno portata strutturale e possono essere riassorbite con impatto sull’indicatore. La pressione fiscale e il costo di compliance non esauriscono i temi della fiscalità: la stabilità delle norme, la certezza interpretativa, i tempi del contenzioso, influiscono direttamente sulla competitività dei singoli Paesi».