Shopping tax free, in Italia è boom: +13% in quattro mesi

Le code negli aeroporti italiani si allungano sempre di più. Non tanto per il flusso di turisti in partenza e in arrivo, ma soprattutto per la crescita dei viaggiatori extra-Ue che hanno fatto shopping nella nostra Penisola e prima di tornare a casa chiedono la restituzione delle tasse pagate. Secondo i dati di Global Blue, infatti, nei primi cinque mesi del 2019 lo shopping tax free è aumentato del 13% rispetto allo stesso periodo del 2018. Merito soprattutto dei turisti cinesi, che hanno effettuato il 29% degli acquisti complessivi esenti da Iva. Seguono i russi, con una quota del 12%, e gli statunitensi, con l’8%. In crescita anche la spesa compiuta dai cittadini provenienti dai Paesi del Golfo Persico e in particolare da Qatar, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita e Kuwait. Mediamente, ciascun consumatore ha speso 943 euro. A Roma, per esempio, i cinesi hanno fatto compere per 1.425 euro in media; gli statunitensi per 1.069 e i russi per 734. Non deve stupire, dunque, che quello degli acquisti tax free sia un mercato davvero d’oro: secondo le ultime stime ufficiali disponibili, che risalgono al 2013, in Europa vale 40 miliardi. L’Italia, con oltre 6 miliardi di euro, detiene una quota pari al 16% del totale, piazzandosi terza in Europa, dopo il Regno Unito e la Francia. I prodotti più gettonati sono vestiti, borse, scarpe e bigiotteria.

Come funziona lo shopping tax free

Ma come funziona lo shopping tax free? In pratica, i cittadini residenti in Paesi terzi che visitano l’Italia e altri Stati dell’Ue possono richiedere il rimborso dell’Iva per gli acquisti di valore superiore a 155 euro (su determinate categorie di prodotti) semplicemente rivolgendosi ai desk delle agenzie intermediarie presenti in aeroporto. Il risparmio è considerevole considerato che l’Iva su questi beni è al 22%. Su una borsa da 2.000 euro, per esempio si recuperano oltre 400 euro, su un orologio da 4.000 euro quasi 1.000 euro. Ecco perché i turisti extra-Ue che vanno nei vari outlet dislocati sul territorio nazionale sono in aumento: a Serravalle, per esempio, le vendite esenti da Iva sono aumentate del 23% nel 2017 (ultimi dati disponibili) e il 50% del fatturato è generato dai turisti stranieri, la maggior dei quali provengono da Cina e Corea.