Torna a salire il prezzo dell’oro: ora è di nuovo un bene rifugio

Foto di Linda Hamilton da Pixabay

Se avete investito in lingotti e monete d’oro potete finalmente tirare un sospiro di sollievo. Dopo settimane difficili, infatti, il prezioso metallo è tornato a essere un bene rifugio: le quotazioni sono in rialzo di oltre un punto percentuale e sono arrivate a sfiorare i 1.320 dollari l’oncia, il massimo da due mesi. La ragione di questa svolta? Sicuramente hanno giocato un ruolo positivo i ribassi di molti listini azionari (non a Wall Street, però) e il lieve calo del dollaro rispetto a un paniere delle principali valute. Un contributo importante è stato dato poi dal nuovo crollo dei rendimenti dei Treasuries:  i titoli di Stato americani a dieci anni, infatti, sono arrivati al 2,1%, toccando il minimo da settembre 2017. La spinta decisiva, però, sembra essere arrivata da una nuova minaccia di dazi lanciata da Donald Trump, questa volta nei confronti del Messico. “Le tariffe contro il Messico hanno mostrato che nessun Paese è immune dall’arma commerciale imbracciata dagli Stati Uniti per raggiungere gli obiettivi dell’amministrazione Trump e questo aumenta la possibilità che l’economia globale perda fiato” ha spiegato l’analista Edward Moya di Oanda. Il risultato di tutto ciò è che gli investitori sono tornati a scegliere il lingotto, bene rifugio per antonomasia nei periodi di incertezza.

Cresce anche l’interesse per gli Etf sull’oro

Fra l’altro, non bisogna dimenticare che gli analisti sono sempre più convinti che la Federal Reserve quest’anno taglierà i tassi di interesse almeno due volte. E questo avrebbe conseguenze dirette sul valore dell’oro: l’abbassamento del costo del denaro, infatti, è uno dei fattori più favorevoli in assoluto per il metallo luccicante, che non stacca cedole.
C’è un’altra notizia da segnalare: negli ultimi giorni è cresciuto l’interesse per gli Etf sull’oro. Secondo la Reuters, il patrimonio a livello globale è salito a circa 1.670 tonnellate, facendo registrare una crescita dello 0,5% dal 18 maggio, quando la tendenza alle liquidazioni si è invertita. Tuttavia, gli asset in gestione sono tuttora in ribasso del 3% rispetto all’inizio dell’anno.