Ricerca, all’Italia l’8% dei fondi Ue. Ma molte regioni restano a secco

L’Italia non è considerata un Paese particolarmente all’avanguardia sul fronte della ricerca. Eppure, dovremmo esserlo: in cinque anni, infatti, abbiamo ricevuto dall’Europa oltre tre miliardi di finanziamenti per progetti di ricerca e innovazione. A dirlo il bilancio, per il periodo 2014-2019, del programma comunitario Horizon 2020, realizzato sulla base dei dati del portale Open Data dell’Ue da ART-ER, la nuova società dell’Emilia-Romagna per la crescita e l’innovazione. Complessivamente nei cinque anni considerati, Bruxelles ha erogato 38,8 miliardi di euro: di questi, l’8% è stato assegnato alla nostra Penisola, che ha conquistato così il quinto posto tra i Paesi europei. Davanti a noi ci sono solo la Germania, con 6,3 miliardi di euro, la Gran Bretagna, con 5,4 miliardi, la Francia, con 4,1 miliardi, e la Spagna, con 3,4 miliardi. Per numero di partecipazioni a progetti di ricerca e innovazione siamo quarti, con 8.960 progetti, dietro a Spagna (9.784), Gran Bretagna (11.484) e Germania (11.949).

Come sono stati suddivisi i fondi per la ricerca

Ma la situazione non è omogena su tutto il territorio nazionale. Al contrario: quasi il 65% dei finanziamenti per la ricerca arrivati in Italia è stato assegnato a quattro regioni. Innanzitutto al Lazio (25%), poi a Lombardia (20,6%), Piemonte (10%) ed Emilia-Romagna (8,9%). Per quanto riguarda le città, la più “fortunata” è stata Roma, con 776 milioni di euro di contributi ricevuti, seguita da Milano (478,8 milioni), Torino (266 milioni di euro), Genova (160 milioni) e Bologna (158 milioni). Al fondo della classifica troviamo la provincia Ragusa (290 mila euro), Barletta-Andria-Trani (280 mila), Siracusa (270 mila) e Verbano-Cusio-Ossola (50 mila).
Quali sono gli enti che più hanno beneficiato dei soldi dell’Europa? Le imprese, che si sono aggiudicate il 37,13% dei 3,15 miliardi di euro assegnati all’Italia. Al secondo posto le Università (HES) con il 31,12%, seguite dagli Organismi di Ricerca (REC) con il 26,23% e dal settore pubblico (PUB) con il 3,47%.