recensioni false

Basta alle recensioni false, la old economy si ribella alla new economy. Se i siti di recensioni come TripAdvisor hanno dato a ogni utente la libertà di denigrare una struttura senza nemmeno averla visitata o di criticare un ristorante senza averci messo piede, ora addirittura le persone utilizzano la minaccia di una recensione negativa come strumento di ricatto per avere benefit o servizi aggiuntivi scontati. Così gli albergatori hanno denunciato questa pratica e hanno creato gruppi Facebook di autodifesa: «La web reputation è un bene prezioso, è indispensabile difendersi dagli attacchi ingiustificati». 

Recensioni false, la rivolta della old economy

Uno di questi gruppi di autodifesa dalle recensioni false per gli esercenti è Scambio recensioni su TripAdvisor e Amazon, fondato da un avvocato napoletano che ha raccontato la sua idea a Repubblica : «Molti tra i miei assistiti sono titolari di attività turistiche e commerciali e da tempo mi riportano le loro esperienze negative con il famoso portale. Il danno d’immagine è sempre in agguato, si vive nell’ansia di essere diffamati», dice Mario Puca. 

Il problema è nella mancanza di controlli. Chiunque può parlare male di un libro su Amazon, ma il portale consente di filtrare i commenti solo di chi lo ha effettivamente comprato. E i controlli non mancano in molti casi, tranne che su TripAdvisor, dove la libertà di commento è assoluta. La piattaforma ha speso molto per dotarsi di filtri anti-frode e ha assunto 70 addetti per aumentare i controlli, ma il fenomeno resta. E anche davanti a una recensione palesemente falsa (una su tre in totale, secondo una ricerca del 2012), è complicato ottenere assistenza. «Ristoratori e operatori del turismo si valutano a vicenda, testando i reciproci prodotti e servizi ed esprimendo giudizi tecnici», spiega Puca. «Essendo tutti ‘addetti ai lavori’ possono anche scambiarsi dritte e consigli utili per migliorare il servizio reso. Il meccanismo si applica anche ad articoli in vendita su Amazon: gli autori di romanzi mandano un saggio del loro elaborato in formato ePub e li aiutiamo a farsi conoscere». 

Così TripAdvisor ha commentato la notizia: «Siamo a conoscenza di gruppi di questo genere; pratiche simili potrebbero rappresentare una violazione delle nostre linee guida e, se tali, intraprendiamo misure per esser certi che le strutture coinvolte in comportamenti di questo tipo vengano penalizzate. In qualità di sito di viaggi più visitato al mondo siamo davvero molto attenti a far sì che le recensioni e i contenuti presenti su TripAdvisor rappresentino una fonte di informazioni utile e fidata per coloro che vogliono organizzare un viaggio ovunque nel mondo. Ogni singola recensione passa attraverso il nostro sistema di monitoraggio che è completato da un team di circa 300 specialisti dei contenuti i quali lavorano 7 giorni su 7, 24 ore su 24 per mantenere la qualità delle nostre recensioni. Conducono indagini su ogni singola recensione che viene segnalata dai nostri sistemi e su ogni segnalazione ricevuta dalla nostra community. Inoltre, conducono investigazioni proattive per identificare possibili frodatori utilizzando tecniche simili a quelle adottate nel settore bancario e delle carte di credito. Non esiste organizzazione, azienda o persona al mondo che abbia più interesse di TripAdvisor a far si che i contenuti sul sito siano affidabili. Il punto comunque è che se le persone non reputassero le recensioni di TripAdvisor utili e accurate, non continuerebbero a tornare sul nostro sito. Prendiamo veramente sul serio tutto questo e vogliamo affrontarlo in collaborazione con l’intero settore, che sappiamo condivide con noi il desiderio di mantenere le stesse condizioni per tutti gli operatori potendo così competere sullo stesso piano ».