Quota 100: i manager bocciano la riforma

Quota 100 muoverà poco o niente l’occupazione in Italia, ma inciderà sul sistema pensionistico. La pensa così il campione di oltre 500 dirigenti intervistati da AstraRicerche per Manageritalia sulla riforma promossa dall’attuale governo.

Il 23,6% dei manager intervistati è convinto che questo decreto avrà sull’occupazione a livello nazionale un effetto positivo, il 17% lo giudica invece negativo e il 59,4% neutro. Ancora più spento l’effetto nella propria azienda: 14% positivo, 10,8 negativo e 75,2% neutro. Tirando le somme i positivi sono solo il 6,6% in più a livello nazionale e il 3,2% a livello di singola azienda. Chiedendo ai manager quanti giovani pensano verranno assunti ogni nuovo pensionato nella loro azienda il risultato medio generale è 0,52: mezzo giovane ogni pensionato. Sono solo il 6% del totale quei manager che vedono un effetto moltiplicativo con più giovani assunti per ogni lavoratore pensionato.

Sugli effetti generali di quota 100 per i singoli potenziali beneficiari non c’è entusiasmo, anzi forse un po’ di scetticismo. Per il 69,4% dei manager molti potenziali utilizzatori non la utilizzeranno perché avrebbero una pensione ridotta e non potrebbero cumulare lavoro e pensione (68%). C’è anche una paura: il 63% pensa che queste uscite saranno utilizzate dalle aziende per fare ristrutturazioni organizzative e ridurre i costi. Alla fine solo il 39,8% pensa che saranno davvero favorite le uscite dei senior e quindi molti di questi utilizzeranno questa possibilità.

I manager intervistati si mostrano ancor più scettici sugli effetti di quota 100 sul sistema pensionistico. Dicono infatti a larga maggioranza che rischia di rendere necessari in futuro ulteriori aggiustamenti (79,2%), carica maggiori spese sulle spalle delle future generazioni (66,2%) e è l’ennesima modifica che rischia di aumentare diffidenza e paure circa le pensioni future (64,6%). Solo il 43% afferma che è utile per sbloccare il ricambio nel mondo del lavoro e dare opportunità ai più giovani.

Pare, quindi, che i principali beneficiari di questa norma saranno le aziende che intendono ridurre i lavoratori senior e certo anche i lavoratori disoccupati o precari che, sfruttando questa finestra, potranno uscire da questa situazione andando in pensione. Bene quindi aiutare chi ha più bisogno, ma, soprattutto per questi lavoratori, esistono già oggi altri strumenti disponibili. In ogni caso optare per quota 100 è una scelta che deve essere ben ponderata con un esperto. Infatti, si avranno meno soldi, non si potrà più lavorare e nel tempo la pensione potrebbe perdere il potere d’acquisto.