Pmi: città che vai, tasse che trovi

Se avete una piccola e media impresa o volete aprirne una, prendete in seria considerazione l’idea di trasferirvi a Bolzano. Per quale ragione? Si tratta della città che vanta il livello di tasse più favorevole per le attività in proprio: nel 2019 ha totalizzato un “totale tax rate”, l’aliquota complessiva media che grava sulle Pmi, del 53%, il valore più basso d’Italia. Rispetto alla media italiana, pari al 59,7%, è distante di quasi sette punti. Dalla consueta mappa che la Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa (Cna) realizza ogni anno, infatti, emerge che i Comuni italiani sono tutti diversi gli uni dagli altri anche per quanto riguarda il Fisco. Insieme a Bolzano, fra le città virtuose troviamo anche Gorizia (53,1%), Udine (53,7%) e Trento (54,1%). L’ultimo posto in classifica è occupato, invece, da Reggio Calabria: rispetto al 2018, la sua totale tax rate è scesa del 3,6%, ma rimane comunque la peggiore d’Italia, pari al 69,8%. La città calabra è in buona compagnia: appena sopra ci sono Bologna (68,7%), Roma (67%) e Napoli (66,7%).

Non mancano, però, le buone notizie. Oggi la “liberazione fiscale” avviene prima che in passato: in media, in Italia, si è spostata dal 10 al 5 agosto. Inoltre, secondo la Cna, l’aliquota fiscale totale media sui profitti delle piccole imprese quest’anno scenderà al 59,7% contro il 61,2% del 2018 e il 55,5% del 2014. Tornerà dunque vicina ai livelli del 2011, quando era al 59%. Il merito? Soprattutto dell’innalzamento al 50% della deducibilità Imu sugli immobili strumentali introdotta dalla legge di bilancio 2019.