Pensioni, entro il 2040 la spesa previdenziale raddoppierà

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Se già oggi il tema pensioni è scottante, nei prossimi anni lo diventerà ancora di più. Questa voce, infatti, sarà sempre più insostenibile. Secondo le proiezioni dell’Ufficio parlamentare di bilancio e i dati Inps resi note da Il Sole 24 Ore , nei prossimi vent’anni la spesa arriverà a raddoppiare. E non sembra che le basse adesioni alle nuove pensioni anticipate potranno cambiare le cose: il fatto che quota 100, il canale contributivo con 43 anni e un mese, opzione donna e l’anticipo precoce abbiano riscontrato meno successo del previsto, generando per quest’anno un risparmio fino a 1,3 miliardi di euro (nel triennio si parla di 5,5 miliardi), non servirà a migliorare in modo sostanziale la situazione. 

Basta fare due conti. Prendiamo in considerazione il fondo pensioni lavoratori dipendenti (Fpld), che rappresenta il 45% dell’intera spesa pensionistica. Se quest’anno paga gli assegni a 8,6 milioni di persone, per un totale di 143 miliardi di euro (al valore nominale medio di 14.700 euro lordi l’anno), nel 2039 dovrà staccare assegni per poco meno di 9 milioni e 300 mila di cittadini, il 7% in più del 2019, per una spesa totale che arriverà a sfiorare i 297 miliardi (assegni del valore medio di 27 mila euro lordi).

Da qui al 2040 la spesa pensionistica salirà fino a rappresentare una percentuale compresa fra il 16 e il 20% del Pil. Del resto, tra vent’anni ci saranno 18,8 milioni di cittadini con 65 anni o più, cinque milioni in più di oggi, mentre la popolazione in età da lavoro (15-64 anni) calerà da 28,7 a 33,7 milioni, diminuendo a sua volta di cinque milioni (a 33,7 milioni).