Ocse: Pil fermo al 2000. Bocciati quota 100 e reddito di cittadinanza

Quota 100 e reddito di cittadinanza? Una pessima idea. L’ennesima bocciatura per le due misure volute dal governo Lega e M5S arriva direttamente dall’Ocse, secondo cui la situazione dell’Italia è troppo instabile per poter sopportare senza nuove crisi gli effetti di questi sostegni. Occorre considerare, infatti, che negli ultimi anni il nostro Paese ha avuto solo una modesta ripresa e ora si sta nuovamente indebolendo, tanto che le stime dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico per il 2019 parlano di una contrazione del Pil dello 0,2%. Nel Rapporto sull’Italia, l’Ocse scrive che “la politica di bilancio espansiva e una debole crescita faranno lievitare il disavanzo delle finanze pubbliche, che passerà dal 2,1% del Pil nel 2018 al 2,5% nel 2019”. Non solo: il debito salirà al 134%. La situazione è talmente preoccupante da aver spinto l’istituzione a ricordare che il “tenore materiale di vita, inteso come Pil procapite, è all’incirca allo stesso livello del 2000”.

Nel dettaglio, gli esperti avvertono che l’abbassamento dell’età pensionabile a 62 anni con almeno 38 anni di contributi, la famigerata quota 100, rallenterà la crescita nel medio termine, riducendo il livello di occupazione tra le persone anziane. Inoltre, se non sarà applicata in modo equo, finirà con l’aumentare la diseguaglianza intergenerazionale e il debito pubblico. Di qui l’invito al nostro governo a rivedere la decisione. “Una marcia indietro sul regime di pensionamento anticipato introdotto con quota 100 consentirebbe di liberare risorse per 40 miliardi di euro da qui al 2025” si specifica nel documento. E per quanto riguarda la pensione di cittadinanza? “Il livello del trasferimento, previsto dal programma attuale del reddito di cittadinanza, rischia di incoraggiare l’occupazione informale e di creare trappole della povertà” dice l’istituzione internazionale. 

L’Ocse invita l’Italia a eliminare quota 100 e non solo

Ma l’abrogazione di quota 100 non è l’unico intervento raccomandato dall’Ocse all’Italia. Nel Rapporto, l’istituzione invita anche a contrastare in modo vigoroso l’evasione fiscale, a “evitare i condoni fiscali ripetuti” e ad “abbassare la soglia massima per i pagamenti in contanti”. C’è anche un paragrafo dedicato ai titoli di stato: considerato che il loro rendimento è strettamente connesso alla salute del settore bancario, sarebbe fondamentale fare il possibile per mantenerlo basso.
Il segretario generale dell’Ocse, Angel Gurria, ha ricordato poi che il nostro Paese sta affrontando problemi in campo economico e sociale e “per risolverli è necessario adottare una serie di riforme pluriennali per favorire una crescita più solida e inclusiva e ripristinare la fiducia nella capacità di riforma”.