Nuovo stadio Milan-Inter: gli impianti un’infrastruttura strategica

Un rendering di uno dei due progetti in corsa per il nuovo stadio di Milan e Inter, realizzato dallo studio di architettura Manica e Progetto Cmr

Un investimento complessivo di circa 2,5 miliardi di euro nei prossimi 10 anni non solo porterebbe a riqualificare la totalità degli stadi delle squadre di Serie A, B e C, ma avrebbe benefici sull’economia generale per 9 miliardi di euro e circa 2.600 posti di lavoro. È quanto emerge dal terzo Osservatorio sulla sostenibilità e sulla sicurezza  realizzato da Scenari Immobiliari in collaborazione con Johnson Controls, presentato alla vigilia di un importante appuntamento per il calcio italiano: la presentazione dei progetti per il nuovo stadio di Milano, che dovrebbe ospitare le società Milan e Inter, andando a sostituirsi allo storico San Siro (sarà possibile seguire in live streaming la presentazione dei progetti a partire dalle 11 di giovedì 26 settembre su nuovostadiomilano.com) 

Stadio di calcio: da asset immobiliare a infrastruttura strategica 

La terza edizione dell’osservatorio si concentra sul valore aggiunto che la sostenibilità ottenuta con l’implementazione della tecnologia sta portando in comparti immobiliari particolarmente attrattivi e interessanti per gli investitori: alberghi, studentati e, per l’appunto, gli stadi. Il processo di realizzazione di oggetti architettonici è diventato più complesso e maggiormente interconnesso, con le infrastrutture che si mettono al servizio della domanda e, in quest’ottica, sono sempre più capaci di offrire un valore che vada oltre lo scenario tradizionale. È in questa

prospettiva che lo stadio da asset immobiliare diventa una infrastruttura strategica, capace di generare benefici sia territoriali che economici. Oltrepassata la lunga e rischiosa fase di concertazione tra privato ed ente pubblico, la riqualificazione o la nuova edificazione di palcoscenici sportivi rappresentano, secondo l’osservatorio, una grande opportunità per gli investimenti immobiliari nel medio lungo periodo in Italia. Il comparto trainante che promuove l’intero multi-settore è quello delle infrastrutture sportive della serie A: i 700 milioni di euro necessari per ammodernarli sono l’investimento, in valori assoluti minore, che può generare ricadute e ricavi superiori anche in settori non strettamente dipendenti da quello sportivo. 

Stadi italiani: l’età media è di 61 anni 

Secondo la Figc (Federazione italiana giuoco calcio), l’età media degli impianti italiani di Serie A utilizzati nella stagione sportiva 2017-2018 è di 61 anni e la quasi totalità delle strutture non registra da anni lavori di rinnovamento e di adattamento alle nuove norme di sicurezza. Negli ultimi dieci anni, infatti, sono stati investiti 180 milioni di euro a fronte dei 15 miliardi di euro investiti negli stadi del resto dell’Europa (fonte Osservatorio innovazione digitale nell’industria dello sport del Politecnico di Milano ). Su questi presupposti la nuova normativa approvata di recente vuole essere in Italia uno stimolo alla riqualificazione sostenibile (a livello tecnologico e ambientale), introducendo al tempo stesso servizi diversificati al fine di generare importanti flussi di cassa (musei dedicati alla squadra proprietaria dell’impianto, business centers, palestre, piscine, ristoranti, vendita dei diritti collegati al nome dello stadio, sky boxes, ecc.).

Stadio-Milan-Inter-Populous

Un rendering di uno dei due progetti in corsa per il nuovo stadio di Milan e Inter, realizzato dallo studio di architettura Populous

Stadio di calcio per sostenere i bilanci societari

Seguendo ottiche di stampo aziendale, il manufatto architettonico può diventare un vero e proprio asset strategico per sostenere economicamente i bilanci societari. L’adeguamento dell’impianto ai nuovi standard qualitativi, funzionali e strutturali può portare a scindere il forte legame tra risultati sportivi e quelli economici rendendoli maggiormente indipendenti. Lo stadio assume il ruolo di promotore di sinergie: la funzione principale è una infrastruttura alla quale vengono affiancate altre destinazioni d’uso. L’impianto sportivo diventa punto di riferimento all’interno di un tessuto urbano e le opportunità di crescita che ne derivano possono generare risvolti positivi anche grazie al ruolo di attivatore sociale che può ricoprire il manufatto. 

Da smart stadium a smart village 

Nella progettazione di uno stadio contemporaneo si devono immaginare, prima ancora che progettare, ambienti pensati per le persone che forniscano il massimo livello di comodità e sicurezza. Gli spalti sono l’elemento più importante di ogni impianto di calcio. Le caratteristiche delle gradinate determinano in larga misura la qualità dell’esperienza dello spettatore per quanto riguarda la comodità, la visuale, l’atmosfera ed il coinvolgimento nell’azione sul terreno di gioco, e quindi la fidelizzazione. Ma ciò che permette queste sensazioni non è visibile, è ottenibile attraverso la tecnologia integrata all’impianto sportivo. La tecnologia, in modo non invasivo, sta intervenendo a favore dello spettatore offrendogli sia maggiore sicurezza che benessere e conseguentemente una più entusiasmante esperienza nel vivere l’evento sportivo. In definitiva un buon progetto di impianto sportivo dovrebbe soddisfare tre requisiti principali: sicurezza, confort e polifunzionalità.

Gli stadi del futuro prevedono un ecosistema che incorpora la sostenibilità sociale, economica e ambientale. È già in atto la trasformazione da smart stadium a smart village, un super blocco urbano che offre opportunità di sport e ricreazione sette giorni alla settimana, al centro di un hub altamente connesso, formato da infrastrutture e sistemi di trasporto nel quale le persone vivono, lavorano e giocano.