Mise, quali sono le aziende italiane in crisi e i tavoli ancora aperti

©Pixabay

I prossimi saranno mesi molto impegnativi per il ministero dello Sviluppo economico. Al momento, infatti, ci sono ancora 150 “tavoli aperti”, relativi ad altrettante aziende in crisi. Innanzitutto, c’è da capire il destino di Arcelormittal: in attesa dell’udienza sui ricorsi presentati dalle parti, in programma il 7 febbraio, azienda, Ilva in amministrazione straordinaria, consulenti e avvocati stanno continuando le trattative. Per ora, però, i punti controversi sono ancora molti. Altrettanto intricata appare la vicenda Alitalia, che è sempre alla ricerca di un partner. Per quanto riguarda Whirlpool, le attività produttive dovrebbero rimanere a Napoli fino al 31 ottobre. Intanto, Invitalia dovrebbe identificare soluzioni industriali con nuovi acquirenti. L’obiettivo? La messa a punto di un nuovo piano industriale che sia sostenibile nel lungo periodo. Rimane aperta anche la questione Mahale: l’azienda è intenzionata a ritirare la procedura di licenziamento collettivo per i 453 lavoratori dei due stabilimenti piemontesi, a proseguire il confronto tra le parti e a demandare a un advisor la ricerca di potenziali investitori.

Fra le vertenze calde di cui il Mise dovrà occuparsi a breve c’è anche quella relativa a Safilo. L’azienda ha confermato 700 esuberi e la chiusura dello stabilimento di Martignacco, ma Patuanelli ha chiesto di evitare azioni unilaterali nei confronti dei lavoratori e di iniziare un confronto con le parti sociali, in modo da definire i dettagli del piano industriale. Altri tavoli aperti sono quelli relativi a LFoundry, Embrac, Conad/Auchan, Jabil.