Italia: rischio liquidità per un’azienda su tre. Ripesa graduale nel 2021

Foto di Gerd Altmann da Pixabay 

La buona notizia è che, a partire dalla seconda metà del terzo trimestre 2020 i consumatori italiani hanno ripreso le loro abitudini di spesa. Un segnale che fa ben sperare in un 2021 di ritorno graduale ai livelli pre-crisi. Il momento economicamente più duro della pandemia, però, non è alle spalle e un’azienda italiana su cinque è a rischio default. È quanto emerge dallo studio di The European House – Ambrosetti, presentato nel weekend del 4-6 settembre a Cernobbio in occasione del tradizionale forum di Villa d’Este. In base allo studio, che prevede per l’Italia – salvo nuovi lockdown – un Pil 2020 in calo del 10,8%, delle 112 mila società prese in esame (tra pmi e grandi aziende) il 30% potrebbe essere esposto a problemi di liquidità, mentre il 17% potrebbe non reggere il peso della crisi. 
Inevitabile la riduzione dei fatturati nel 2020, che potrebbe calare di un 6% nello scenario più soft o addirittura crollare del 29% nel peggiore dei casi anche se, si sottolinea nell’analisi di The European House – Ambrosetti, al momento prevale la previsione più ottimistica.