Industria 4.0: a Bologna nasce Bi-Rex, il primo consorzio del futuro

Cresce l’Italia della modernizzazione e delle tecnologie di ultima generazione. A Bologna sono stati aperti, infatti, i cantieri del competence center Bi-Rex, il primo consorzio pubblico- privato degli otto previsti in Italia dal Piano Industria 4.0, un progetto che punta a portare l’innovazione digitale e i big data nell’industria mecattronica. L’impianto pilota, che verrà costruito all’interno della cittadella della scienza della Fondazione Golinelli, nella periferia a ovest delle Due Torri, sarà il più grande d’Italia e vedrà la luce grazie al coinvolgimento di 57 società, tra università e centri ricerca, e 45 imprese industriali, tra cui alcune multinazionali della meccanica come Sacmi, Ima, Ducati, Marposs e colossi dell’It come Ibm e Crif. Solo l’hardware richiederà un investimento di 2,3 milioni di euro, ma il centro bolognese ha già raccolto 24 milioni per la fase di start-up, tra i 9 milioni stanziati dal Mise e i 15 offerti dai partner privati. Nelle intenzioni, superati i tre anni di fase di start-up, la struttura punta a sostenersi autonomamente attraverso le attività sul mercato.

Tutte le filiere guardano all’industria 4.0

Bi-Rex, che sta per Big data innovation & research excellence, in realtà è molto più di un impianto pilota. Del resto, racchiude 11 tecnologie 4.0. «È una vera “fabbrica del futuro” tra robotica collaborativa, big data, Iot, blockchain, cybersecurity e sarà lo strumento tecnologico per dare forma ai 33 progetti di innovazione già sviluppati dal consorzio in otto aree tematiche delle tecnologie abilitanti (additive manufacturing; automazione e diagnostica predittiva; robot e cobot; connettività in cloud; big data; security e blockchain; agroalimentare e biomedicale; economia circolare e sostenibilità)» ha spiegato al Sole 24 ore Michele Poggipolini, direttore esecutivo della Poggipolini e membro del Comitato esecutivo di Bi-Rex. Il team iniziale, costituito da una decina di professionisti tra amministrativi e tecnici, e la massa critica interna di conoscenze che si svilupperà nel tempo lavoreranno sodo per connettere mondo fisico e digitale, favorendo l’innovazione hi-tech dell’industria meccatronica e automotive. Ma non solo: l’obiettivo è creare valore aggiunto di conoscenza e innovazione per tutte le altre filiere.