Sono 200 le grandi imprese italiane. La maggior parte a Milano e Roma

Lombardia, Lazio, Veneto, Emilia Romagna, Piemonte e Toscana: è in queste sei regioni che si concentra il 90% delle grandi industrie italiane, con fatturati che superano il miliardo di euro. A rivelarlo sono i dati elaborati da Crif per il Sole-24 Ore. Su 6 milioni di imprese registrate in Italia, di cui 1,3 milioni che depositano un bilancio, solo 258 società (che però scendono a meno di 200 realtà consolidate se ricondotte ai gruppi di riferimento) possono essere annoverate fra le “big”: le altre, infatti, hanno un valore inferiore al miliardo di euro. Una quota davvero bassa se rapportata al totale. Ebbene, di queste, il 37,6% è localizzato in Lombardia, il 20,2% nel Lazio, il 9,3% nel Veneto, l’8,9% in Emilia Romagna, il 7,4% in Piemonte e il 5,4% in Toscana. C’è da dire però che molte compagnie hanno sì sede legale a Milano e Roma, ma poi hanno distaccamenti anche in altre zone d’Italia, generando occupazione altrove. Ecco perché su 726,3 miliardi di fatturato totale, più della metà è concentrata tra il Lazio (234,7 miliardi) e la Lombardia (234 miliardi).

Le imprese più potenti

Il restante 10% del campione di aziende con fatturato sopra il miliardo di euro è sparso nelle altre 14 regioni della nostra Penisola, con il sud a fare da fanalino di coda, ma con due eccezioni: Grimaldi nella navigazione e Adler nella componentistica automotive, che hanno sede rispettivamente a Palermo e in provincia di Napoli.
Ma fra le big quali sono le più grandi? A dominare la classifica è il settore energia (multiutility e oil&gas): le potenti Gse (prima in assoluto), Eni, Enel, unite alle multiutility più piccole, quali Metaenergia o Estra, formano una popolazione di 49 società, con un fatturato medio di 4 miliardi di euro. Molto più distaccati il food (con Cremonini in vetta), la Gdo (Esselunga supera discount e coop) e il manifatturiero (con Fca in testa). Ancora più lontane le performance medie della chimica-farmaceutica (dove brillano Versalis e Menarini), delle macchine (vince Ali Spa che controlla i brand Carpigiani e Rancilio) e della moda (Prada, Armani e Calzedonia le case più ricche).