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Il debito pubblico italiano può tornare sotto il 100% del Pil in dieci anni senza «drastici tagli di spesa» «una manovra di ampia entità ogni anno». Lo promette il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco durante un convegno della Corte dei Conti. La ricetta del numero  di via Nazionale è semplice: «Mantenere un avanzo primario del 4 per cento, o comunque più elevato dell'1,5 attuale. Non è un impegno da poco, ma è coerente con i piani definiti per il prossimo triennio dall'ultimo Documento di economia». Bene, allora fatelo. 

«Giù il debito pubblico senza sacrifici»: allora fatelo

Perché le condizioni ci sono tutte: l'economia italiana «ha nettamente accelerato nell'ultimo anno», ribadisce Visco,« nel 2017 la crescita dovrebbe essere vicina all'1,5% e proseguire su ritmi simili nel prossimo anno». La zavorra resta però proprio quella del debito: «La forte esposizione alla volatilità dei mercati e il freno alla crescita che ne derivano non ci consentono di posticipare ulteriormente la riduzione del debito. Non dobbiamo ripetere gli errori del passato», avvisa Bankitalia. «Il dibattito si concentra spesso sui vincoli posti alla politica di bilancio dalle regole europee ma, in realtà, i vincoli più stringenti provengono dall'alto livello del debito pubblico in rapporto a un prodotto che stenta a crescere: se il prodotto crescesse all'1 per cento in termini reali e la spesa primaria corrente crescesse solo al ritmo dell'inflazione, l'avanzo primario aumenterebbe di quasi mezzo punto percentuale del prodotto all'anno».

Il Def, però, prevede già correttivi per 26 miliardi e ora sta per scoppiare la grana pensioni. Le generazioni che hanno ampliato a dismisura il debito pubblico, tornano a battere cassa. Attraverso i sindacati, verrà presentata la proposta di sospendere temporaneamente l’adeguamento automatico dei requisiti di pensionamento all’aspettativa di vita, mantenendo il livello attuale di 66 anni e 7 mesi per la vecchiaia. Il costo? Appena 5 miliardi di euro per due anni, cui si aggiungerebbe la maggiore spesa di 1-1,2 miliardi per concedere alle donne un bonus di un anno per ogni figlio. Sembra davvero così facile ridurre il debito pubblico?