Fattura elettronica: perché molti si rifiutano di rilasciarla?

È un inizio difficile quello che sta vivendo la fattura elettronica in Italia. Non solo dal punto di vista tecnico, ma anche pratico. Sono sempre più numerosi, infatti, i clienti che, alla richiesta di avere la fattura, si sentono rispondere di no. A lanciare l’allarme è Daniele Tumietto, commercialista che segue la questione come componente dell’Uninfo, l’ente italiano responsabile per l’assegnazione e la registrazione di alcuni codici di identificazione per le transazioni elettroniche, secondo cui per quanto riguarda i benzinai “c’è un boom di casi riportati sui social, spesso in gruppi di addetti ai lavori”, ma “si riportano anche casi di supermercati che fanno la fattura elettronica solo in alcune ore del giorno”. La conferma, comunque, arriva anche da altre parti. Per esempio, da alcuni giornali locali che segnalano problemi alle pompe di benzina, o dalla CGIA di Mestre che ha spiegato che “il Consorzio Poste Motori - formato da Poste Italiane S.p.A., da Postel S.p.A, da KPMG Advisory S.p.A. e da Sei Plus S.p.A. - non rilascia la fattura elettronica mettendo in difficoltà le autofficine autorizzate dal Ministero dei Trasporti che realizzano le revisioni degli autoveicoli”. 

Non rilasciare fattura elettronica è illegale

Eppure, la legge obbliga a rilasciare fattura. Rifiutarsi di farlo è un comportamento sanzionabile come “omessa fatturazione”. Anche chiedere soldi extra per le operazioni di fatturazione, come stanno facendo alcuni soggetti, è illegale: viola, infatti, il decreto 633/1972. Ma perché c’è questa resistenza da parte di molti commercianti? Perché per fare la fattura elettronica (inviarla e conservarla a norma) servono tempo e soldi. Ma secondo il governo questo è il prezzo da pagare per contrastare meglio l’evasione fiscale ed evitare un aumento dell’Iva.