A maggio export in calo dell’1,6% e import in aumento dello 0,8%

Dopo settimane di crescita e segni +, ora l’export italiano lancia segnali di sofferenza. Secondo i dati dell’Istat, a maggio le vendite di prodotti nazionali al di fuori dei nostri confini sono scese dell’1,6%. Di contro, sono aumentate le importazioni, anche se solo leggermente, dello 0,8%. Per quali ragioni? Secondo gli esperti, sicuramente hanno avuto un peso rilevante le tensioni innescate dal “botta e risposta” in materia di dazi fra Usa e Cina.
In conseguenza di tutto ciò, il nostro saldo commerciale peggiora: pur restando in surplus, diminuisce di circa un miliardo di euro, passando dai 4,34 miliardi del 2017 ai 3,37 miliardi del maggio scorso. Da gennaio a maggio l’avanzo commerciale ha raggiunto i +13.895 milioni (+29.644 milioni al netto dei prodotti energetici).

Export in crescita nell’area Ue

La flessione dell’export italiano dipende principalmente da una diminuzione dei rapporti commerciali con i Paesi più lontani: le vendite verso i mercati extra Ue sono diminuite del 3,1%, mentre quelle verso l’area Ue “solo” dello 0,5%. E, infatti, se si considera l’export su base annua, il calo si registra solo nell’area extra Europa (2,8%), mentre per i paesi dell’Unione si registra una crescita (+0,7%).
I settori più in crisi? Autoveicoli, che perdono il 10%, seguiti da articoli sportivi, giochi, strumenti musicali, preziosi, strumenti medici e altri prodotti n.c.a., a -7,8%. Male anche macchinari e apparecchi n.c.a (-3,0%) e sostanze e prodotti chimici (-4,2%). Bene, invece, i prodotti petroliferi raffinati (+14,1%) e l’abbigliamento, anche in pelle e in pelliccia (+5,1%).