In un anno l’export italiano è cresciuto del 7,4%. Bene farmaci e metalli

Il made in Italy continua ad attirare consensi. Lo scorso anno l’export dei prodotti italiani, infatti, ha fatto registrare cifre da record. È quanto emerge dal rapporto dell’Ice, l’Agenzia per la promozione delle aziende tricolori fuori dai confini, secondo cui nel 2017 la nostra quota di esportazioni nel mondo ha raggiunto il 2,9%, per un valore complessivo di 448 miliardi di euro e un saldo positivo di oltre 47 miliardi di euro. In un solo anno il settore è cresciuto del 7,4%. E, infatti, l’Italia rientra nella classifica dei top 10 esportatori mondiali, anche se al nono posto: considerando i valori in dollari, però, soltanto Corea del Sud e Paesi Bassi vantano una crescita maggiore di noi dell’export. Tuttavia, c’è un’ombra: le nostre aziende non sono riuscite a penetrare in quella che attualmente è l’economia più dinamica al mondo, quella cinese. La Cina, infatti, per noi è soltanto l’ottavo Paese per destinazione dell’export, con 13,5 miliardi di valore. E, infatti, se nel resto del mondo la quota di export è quasi del 3%, nel Paese del dragone è ferma all’1%, senza alcuna crescita significativa dal 2012. 

Ecco i settori più forti nell’export

Ma quali sono i settori più forti nell’export? Sicuramente il manifatturiero, che ha fatto segnare un saldo positivo di 96 miliardi, in crescita di 7,6 miliardi. “Sul podio delle performance settoriali delle nostre esportazioni troviamo la farmaceutica (con un +16%), seguita al secondo posto dalla metallurgia (+9,9%) e dai prodotti chimici (+9%)” si legge nel rapporto annuale dell’Ice. Anche l’industria alimentare è andata bene, con un +7,5% rispetto al 2016. Il settore moda ha avuto una crescita meno eclatante, ma comunque buona: gli articoli di abbigliamento sono aumentati del 4,7%, mentre gli articoli in pelle del 5,9%. Oltre ai tassi positivi, l’altra buona notizia è che l’innalzamento dei valori medi unitari delle esportazioni è stato superiore alla dinamica dei prezzi in tutti questi settori. Questo significa che i prodotti esportati hanno avuto un miglioramento qualitativo.