Eni entra nell’Emirato di Sharjah e rafforza la presenza in Medio Oriente

Eni rafforza la sua presenza negli Emirati Arabi. Infatti, dopo aver acquisito una partecipazione di maggioranza in due concessioni esplorative nell’offshore di Abu Dhabi, ora è entrata per la prima volta nell’Emirato di Sharjah. In che modo? Grazie alla gara internazionale competitiva per l’assegnazione di aree esplorative nell’Emirato, voluta dalla Sharjah National Oil Corporation (SNOC) con lo scopo di esplorare e sviluppare nuove risorse di idrocarburi attraverso nuove alleanze strategiche, che ha permesso alla società italiana leader nella vendita di gas naturale ed energia elettrica di acquisire i diritti esplorativi delle aree onshore A, B e C. Nel dettaglio, nelle concessioni Area A e Area C, che riguardano rispettivamente un’area di 437 e di 1.184 km2, Eni sarà operatore con una quota del 75%, mentre SNOC sarà partner con una quota del 25%. La concessione Area B, invece, copre una superficie di 264 km2: in questo caso, i ruoli saranno più equilibrati. SNOC, infatti, sarà operatore con una quota del 50% ed Eni sarà partner con il restante 50%.

La corsa di Eni non si arresta

È di pochissime ore fa, infine, l’accordo siglato fra il colosso oil guidato da Claudio Descalzi, la società di Stato Oman Oil Company Exploration and Production (Oocep) e il governo del Sultanato dell’Oman: i tre attori hanno firmato un Exploration and Production Sharing Agreement (Epsa) relativo al Blocco 47, che copre una superficie di circa 8.524 km2. Eni sarà l’operatore con una quota di partecipazione del 90%, mentre Oocep avrà una quota del 10%.