Crollo real estate in Italia: -32% in sei mesi, resiste Milano

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La pandemia di Covid-19 e le conseguenti misure di lockdown varate per il suo contenimento hanno inevitabilmente segnato anche l’andamento degli investimenti nel settore immobiliare in Italia nel corso del primo semestre del 2020. Secondo i dati elaborati da Duff & Phelps, infatti, il loro valore ha raggiunto i 3,5 miliardi di euro, registrando una significativa contrazione (del -32%) rispetto allo stesso periodo del 2019, quando avevano raggiunto i 5,1 miliardi di euro.
In questo scenario, spicca il ruolo di Milano quale “città calamita” degli investimenti real estate nel nostro Paese: nel primo semestre 2020, infatti, il capoluogo lombardo ha raggiunto gli 1,8 miliardi di euro, confermando di fatto l’ammontare dello stesso periodo del 2019.

Effetto smart working nel real estate

Osservando le diverse asset class si nota come gli impatti siano stati piuttosto differenziati: il comparto uffici ha raccolto più della metà (il 53%) del totale degli investimenti nei primi sei mesi dell’anno, mostrando quindi una sostanziale tenuta, in vista di una fase in cui gli effetti dell’adozione su larga scala dello smart working porteranno a ripensare in modo profondo spazi e organizzazione dei luoghi di lavoro. Una buona performance viene evidenziata anche dalla logistica, spinta dalla significativa crescita dell’e-commerce nel periodo di lockdown, che raggiunge il 16% del valore complessivo degli investimenti. Le flessioni maggiori si evidenziano nei settori maggiormente colpiti dalle misure restrittive, che faticano a trovare spunti di ripresa, come quelli del retail, con una quota del 14% e dell’hospitality, che non va oltre il 12% del totale. “Le misure di lockdown hanno sicuramente avuto un’influenza significativa sul comportamento degli investitori e di conseguenza sul livello degli investimenti immobiliari in Italia nella prima metà dell’anno”, commenta Paola Ricciardi, Country Managing Director di Duff & Phelps Reag in Italia. “Questi cambiamenti costringeranno gli operatori a pensare e sviluppare nuovi prodotti, in particolare per i settori residenziale e uffici, in grado di rispondere alle nuove esigenze degli utenti. Guardiamo però con interesse e cauto ottimismo a quelle asset class che hanno saputo resistere meglio alla tempesta del Covid-19, tra le quali anche lo student housing e il senior living,  per una ripresa che, anche se non immediata, potrebbe arrivare nel medio termine. Dà fiducia anche l’assenza di drastiche cancellazioni di operazioni nel corso degli ultimi mesi, pur in un contesto privo di grossi spunti. Infine, il fatto che gli investitori stranieri detengano ancora quote significative di investimenti in diversi comparti, conferma l’attrattività del nostro Paese e completa il quadro degli elementi che rappresentano le leve strategiche su cui fare affidamento per una ripartenza dell’intero settore real estate nazionale.”

Una comparazione a livello europeo evidenzia che, fra i maggiori Paesi, solo la Germania ha fatto registrare un aumento degli investimenti immobiliari nel primo semestre dell’anno, con un progresso del +16% rispetto al 2019. Nelle altre nazioni, le contrazioni vanno dal -10% e -15% rispettivamente di Francia e Regno Unito al -33% della Spagna. Nel valutare questi dati occorre anche tenere presente che nei vari Paesi europei la curva epidemiologica ha raggiunto picchi in periodi temporali differenti, e comunque con un ritardo rispetto all’Italia.