Consumi: un primo buco da 52 miliardi

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Arrivano già le prime stime relative alla crisi economica prodotta dall’emergenza coronavirus. Aziende, fabbriche, uffici, negozi chiusi stanno già cominciando a contabilizzare i danni. Per quanto riguarda il protrarsi delle serrate delle attività produttive e di quelle del terziario, legate a commercio, turismo, servizi, trasporti e professioni, Confcommercio ha calcolato che il calo dei consumi in Italia potrebbe toccare i 52 miliardi, considerando un arco temporale di blocco effettivo fino a inizio ottobre. A fronte di una riduzione del pil del 3%.

Quindi, se il fronte produttivo del Paese dovesse riaprire i battenti solo a inizio ottobre, trasporti e acquisto autoveicoli perderebbero il 12,7%, alberghi e ristoranti il 21,6%, cultura e tempo libero il 10,8%, abbigliamento l’11,3%.

Ben magra consolazione, a crescere sarebbero solo i consumi alimentari: oltre il 4%. A riprova che i momenti a venire si riveleranno estremamente duri, l’ufficio studi dell’associazione rileva che interventi di Bce e degli organismi internazionali, per quanto necessari, riuscirebbero purtroppo solo a mitigare la recessione del Paese, non a evitarla.