Campari cresce dell’8% e vende la villa Les Cèdres per 80 milioni

Robert Kunze-Concewitz amministratore delegato Campari Group

Campari Group naviga in ottime acque. L’azienda leader nell’industria globale del beverage di marca, infatti, ha chiuso la semestrale con 848,2 milioni di ricavi e con un ebit rettificato pari a 180,3 milioni e in crescita organica del 10,6%. Complessivamente ha fatto segnare una crescita organica dell’8%. Il merito? Del “continuo miglioramento del mix delle vendite grazie alle principali combinazioni di prodotto e mercato a elevata marginalità, con un recupero dei mercati emergenti” si legge in una nota della società. A trainare le vendite il mercato americano: il 45% dei ricavi complessivi viene realizzato proprio nell’area delle Americhe, con Stati Uniti in testa (10% dei ricavi, a +10,9%), seguiti dalla Giamaica, salita del 18,6% grazie ai rum giamaicani e a Campari. Il brand più attivo, però, è Aperol, che ha centrato una crescita del +22%, sebbene il clima non favorevole di maggio non abbia incentivato gli aperitivi all’aperto. Aumento a doppia cifra anche per anche Wild Turkey. Bene, comunque, anche il portafoglio dei rum giamaicani, con un incoraggiante +7,1%, e Campari, a +5,8%. Scende invece la vodka premium Skyy, a causa della preannunciata attività di destoccaggio nel mercato statunitense e della persistente pressione competitiva.

Le buone notizie per Campari Group non finiscono qui. Presto, nelle casse della società entreranno 80 milioni di euro. Nei giorni scorsi, infatti, è stato raggiunto un accordo per la vendita della proprietà immobiliare Villa Les Cèdres a Saint-Jean-Cap-Ferrat, nel sud della Francia, che il gruppo aveva acquisito con l’operazione Grand Marnier nel 2016. La transazione dovrebbe concludersi entro il 31 ottobre.