Brexit, il 48% degli inglesi andrà in vacanza in Paesi extra Ue

Istanbul, Turchia

Investimenti, export, finanza, industria non sono gli unici settori in fermento a causa della Brexit. Il difficile divorzio dall’Europa sta avendo ripercussioni importanti anche sulle scelte dei cittadini britannici in fatto di vacanze. Secondo un’indagine del tour operator britannico Thomas Cook Group, infatti, quest’anno gli inglesi non solo hanno prenotato con largo ritardo le vacanze, ma nel 48% dei casi hanno scelto destinazioni non comunitarie: si tratta di un dato superiore del 10% rispetto al 2018. Per quali ragioni? Essenzialmente per colpa della debolezza della sterlina sulla valuta europea. E, infatti, quasi la metà degli intervistati nel sondaggio ha ammesso di aver tenuto sotto controllo il tasso dei cambi molto più che in passato (alcuni hanno anche comprato valuta estera nel corso del 2018 quando le condizioni erano più vantaggiose). Il risultato è che le mete extra europee stanno guadagnando terreno su quelle europee: sebbene i viaggiatori inglesi non siano ancora disposti a rinunciare a Spagna, Canarie e Baleari, che rimangono la prima scelta, sono in crescita le preferenze per la Turchia, che ruba il secondo posto alla Grecia, scesa in terza posizione, e la Tunisia, che guadagna tre posizioni rispetto all’anno scorso. In particolare, è da segnalare il boom della Turchia: le prenotazioni dei voli verso il paese euroasiatico sono aumentate del 27% rispetto alla precedente estate.