Agricoltura italiana: cala la produzione, ma aumenta l’export

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Il 2019 è stato un anno agrodolce per l’agricoltura italiana. Da un lato, infatti, il settore ha incassato delle perdite, ma dall’altro ha registrato dei guadagni. Se produzione e valore aggiunto sono calati rispettivamente dell’1,3% e del 2,7%, l’export è cresciuto del 5,3%. Bene anche l’industria alimentare, a più +3%, grazie proprio alla domanda estera, che ha raggiunto quota 44,6 miliardi di euro. È la fotografia scattata dal rapporto Agrosserva dell’Ismea, da cui emerge che i principali ostacoli per il compatto sono stati tre: le incertezze legate alla Brexit, il rallentamento degli scambi globali e le anomalie climatiche degli ultimi mesi. Anche i riflessi dei dazi Usa hanno pesato, tuttavia gli Stati Uniti rimangono un mercato molto attivo: con 4,6 miliardi di euro e un aumento dell’11,1% sul 2018, lo scorso anno sono stati la terza meta dell’agroalimentare made in Italy. Fra le produzioni più colpite quelle di frutta, cereali, zootecnia e uva da vino. Per olio, patate e ortaggi, invece, il 2019 è stato un buon anno. Per quanto riguarda i costi c’è stata una certa stabilità, mentre i prezzi sono aumentati del 2,5% per prodotti zootecnici e coltivazioni. Il rapporto tra prezzi ottenuti dagli agricoltori e costi sostenuti, dunque, è migliorato. Peccato che il clima avverso abbia richiesto un maggiore utilizzo di strumenti e abbia comportato raccolti spesso inferiori alla media, vanificando la redditività.