Guidare Tim negli anni più complessi della sua storia recente significa affrontare una delle sfide manageriali più delicate del panorama industriale italiano. Debito elevato, concorrenza aggressiva, trasformazione digitale, pressione regolatoria e necessità di ridefinire il modello di business hanno reso il Gruppo telecomunicazioni un laboratorio di cambiamento permanente. In questo contesto si inserisce la figura di Pietro Labriola, amministratore delegato e direttore generale del gruppo dal gennaio 2022, confermato nel ruolo anche dal nuovo Cda nel 2024.
Negli ultimi anni è diventato uno dei manager più osservati del sistema industriale italiano. Il suo nome è associato soprattutto alla complessa operazione di separazione della rete fissa di Tim, un passaggio considerato decisivo per ridurre il debito del gruppo e rilanciarne la sostenibilità industriale. Ancora oggi, nel 2026, il manager resta saldamente alla guida della società e continua a rappresentare il volto della trasformazione dell’ex monopolista delle telecomunicazioni italiane.
Le origini e la formazione
Pietro Labriola nasce ad Altamura, in Puglia, nel 1967. Si laurea in Economia e Commercio all’Università di Bari e successivamente consegue un master in Gestione dell’Innovazione e delle Tecnologie presso Tecnopolis, il parco scientifico e tecnologico barese. Fin dall’inizio della carriera si specializza nel settore delle telecomunicazioni, un ambito che negli anni Novanta stava vivendo una profonda trasformazione grazie alla liberalizzazione dei mercati europei.
Prima di entrare nel gruppo Telecom Italia, lavora in France Telecom, Cable & Wireless, Infostrada e Boston Consulting Group. Queste esperienze gli consentono di sviluppare competenze sia strategiche che operative, soprattutto nell’ambito del marketing e del business development.
L’ingresso in Telecom Italia
Labriola entra nel Gruppo Telecom Italia nel 2001. Da quel momento costruisce un percorso interno caratterizzato da incarichi di crescente responsabilità. Si occupa inizialmente del marketing dei servizi di telefonia fissa e mobile, per poi assumere ruoli manageriali sempre più centrali.
Nel 2006 viene nominato amministratore delegato di Matrix, società controllata da Telecom Italia che gestisce, tra le altre attività, il portale Virgilio. Successivamente assume la responsabilità dei servizi domestici di rete fissa e della business unit dedicata alle imprese. Nel 2013 arriva alla guida della funzione Business Transformation & Quality, una posizione cruciale per accompagnare il gruppo nella fase di digitalizzazione e razionalizzazione dei processi.
Già in questa fase emerge uno degli elementi che caratterizzeranno il suo stile manageriale. La convinzione che il settore delle telecomunicazioni debba trasformarsi rapidamente per evitare di perdere competitività rispetto ai grandi operatori digitali globali.
L’esperienza in Brasile
La vera svolta della carriera di Pietro Labriola arriva nel 2015, quando viene trasferito in Brasile come Chief Operating Officer di Tim Brasil. Nel 2019 diventa amministratore delegato della controllata sudamericana. È un’esperienza che si rivelerà fondamentale per la sua successiva nomina alla guida del gruppo italiano.
In Brasile gestisce un mercato altamente competitivo e in forte crescita tecnologica. Durante il suo mandato rafforza la propria posizione attraverso l’acquisizione di asset strategici del gruppo Oi, una delle principali operazioni del settore latinoamericano. Inoltre, la società investe massicciamente sul 5G e consolida i risultati finanziari.
L’esperienza brasiliana contribuisce a costruire la reputazione internazionale del manager. Nel 2023 il governo brasiliano gli conferisce l’Ordem do Rio Branco, onorificenza assegnata per il contributo allo sviluppo delle relazioni economiche tra Brasile e Italia.
La nomina ad amministratore delegato di Tim
Il ritorno in Italia avviene nel 2021, inizialmente come direttore generale del Gruppo. Pochi mesi dopo, il 21 gennaio 2022, Labriola viene nominato amministratore delegato di Tim in una fase estremamente delicata per la società. Forte indebitamento, ricavi stagnanti, concorrenza crescente nel mercato mobile e difficoltà nel valorizzare gli investimenti infrastrutturali creano non poche sfide da affrontare. Inoltre, il Gruppo è al centro di tensioni finanziarie e strategiche legate alla possibile riorganizzazione societaria.
In quel contesto Pietro Labriola sceglie una linea molto chiara: separare l’infrastruttura di rete dal business dei servizi. La strategia punta a ridurre il debito e consentire a Tim di concentrarsi su cloud, cybersecurity, servizi Ict e contenuti digitali.
La sfida della rete e il nuovo corso di Tim
Il progetto più importante del mandato Labriola è senza dubbio quello relativo alla cessione della rete fissa. L’operazione, conclusa nell’ambito del piano industriale 2024-2026, rappresenta una svolta storica per il gruppo.
La separazione dell’infrastruttura ha consentito di alleggerire significativamente il debito dell’azienda, tema che per anni aveva rappresentato uno dei principali freni alla crescita. Parallelamente, la nuova Tim ha cercato di ridefinire il proprio posizionamento come operatore orientato ai servizi digitali e alle piattaforme tecnologiche.
Il gruppo ha avviato una fase di rilancio basata su una minore leva finanziaria, una maggiore focalizzazione industriale e nuove alleanze strategiche, anche nell’ambito dell’intelligenza artificiale e del cloud. Nel 2026 Pietro Labriola continua a guidare Tim senza cambiamenti nel ruolo di amministratore delegato. Le recenti dichiarazioni pubbliche confermano la prosecuzione del piano industriale e degli obiettivi di stabilizzazione finanziaria.
Lo stile manageriale di Pietro Labriola
Pietro Labriola viene spesso descritto come un manager pragmatico, diretto e orientato ai risultati. Nel corso degli anni ha sostenuto con forza la necessità di consolidamento nel settore telecomunicazioni europeo, sottolineando come l’eccessiva frammentazione del mercato riduca la capacità di investimento degli operatori.
Allo stesso tempo ha cercato di associare il rilancio industriale a iniziative sociali e culturali. Durante la sua esperienza in Brasile ha promosso progetti dedicati all’inclusione femminile e alla formazione digitale. In Italia ha sostenuto campagne sulla parità di genere e sull’educazione digitale.
Dal 2024 è inoltre membro del Consiglio generale di Confindustria con delega alla transizione digitale e ricopre incarichi in organismi internazionali del settore telecomunicazioni, tra cui il board della Gsma
Una sfida ancora aperta
Nonostante i progressi registrati negli ultimi anni, il percorso di trasformazione di Tim resta complesso. La concorrenza nel mercato italiano continua a essere intensa, mentre il settore delle telecomunicazioni deve affrontare investimenti enormi in reti, cybersecurity, data center e servizi di intelligenza artificiale.
Labriola ha più volte ribadito che il futuro delle telecomunicazioni europee dipenderà dalla capacità di creare operatori più solidi e competitivi su scala internazionale. Intanto, i risultati finanziari più recenti indicano un miglioramento graduale della situazione del gruppo, sostenuto anche dal contributo positivo del Brasile e dalla riduzione dell’esposizione debitoria. La sfida, quindi, non riguarda soltanto il risanamento di Tim, ma anche il tentativo di ridefinire il ruolo delle telecomunicazioni italiane nell’economia digitale europea.
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L'a.d. di Tim, Pietro Labriola




