Nicola Monti è uno dei manager italiani più influenti nel settore dell’energia e oggi guida Edison SpA, il secondo Gruppo energetico più importante in Italia nel campo della produzione e distribuzione di energia elettrica e gas.
Con una carriera costruita tra grandi Gruppi industriali e una profonda conoscenza dei mercati internazionali, ha saputo guidare l’azienda nella svolta strategica della transizione energetica, con investimenti significativi nelle rinnovabili, un deciso riposizionamento del portafoglio e una visione orientata alla sostenibilità.
Formazione e primi passi nel mondo dell’energia
Nicola Monti nasce a Varese il 6 luglio 1962. Dopo essersi laureato nel 1989 in Ingegneria Civile Idraulica al Politecnico di Milano, intraprende una carriera internazionale nel settore energetico. Nei primi anni lavora in Snam, dove ricopre diverse posizioni nella divisione che si occupa dello sviluppo delle attività estere. Vanta una forte esperienza in Sud America come Area Manager tra il 1990 e il 1993.
Successivamente, tra il 1996 e il 1998, collabora con Ansaldo Energia come Regional Manager per il Sud-Est asiatico, con base in Indonesia e Thailandia. Questa esperienza internazionale consolidata nei mercati emergenti gli offre una prospettiva globale sul settore energetico, cruciale per il suo futuro ruolo in Edison.
L’ingresso di Nicola Monti in Edison
Monti entra in Edison nel 1999 come responsabile dello sviluppo internazionale, iniziando un percorso che lo vedrà protagonista della crescita e della trasformazione della società. Nel 2007 si trasferisce alla divisione Exploration & Production come vicedirettore e, nel 2012, assume la guida dell’intero comparto, entrando nel Comitato esecutivo del gruppo.
Nel 2017 amplia la sua responsabilità assumendo anche il ruolo di Executive Vice President della Power Asset e Engineering Division, coordinando attività centrali nella produzione e nella gestione tecnica delle risorse energetiche di Edison.
La profonda conoscenza della società e dell’industria energetica culmina con la sua nomina ad amministratore delegato del gruppo il 1° luglio 2019, dopo l’approvazione da parte del Cda nel giugno di quell’anno.
Dalla produzione fossile alla transizione energetica
Quando Nicola Monti assume la guida di Edison, il settore dell’energia si trova in una profonda trasformazione globale. La pressione per ridurre le emissioni di CO2, la crescita delle energie rinnovabili e l’esigenza di decarbonizzare il mix energetico sono temi centrali in Europa e in Italia. In risposta, il manager promuove una strategia di profondo riposizionamento del gruppo.
Una delle scelte più significative è la dismissione graduale delle attività tradizionali di esplorazione e produzione di idrocarburi, con Edison che progressivamente riduce quella nel segmento Oil & Gas per concentrare risorse e competenze nei settori più innovativi e sostenibili. Questo cambiamento è così importante che Monti ottiene anche il premio Manager Utilities Energia 2021, assegnato da Agici Finanza d’Impresa, in riconoscimento del ruolo guida nella nuova strategia orientata alla sostenibilità e alla transizione.
Edison, piano industriale e investimenti
Sotto la sua guida, Edison lancia un piano di investimenti complessivo da 10 miliardi di euro, da portare a termine entro il 2030, con l’obiettivo di consolidare le attività nel campo delle rinnovabili, in quello dei servizi energetici e nel settore dell’energia a basso impatto ambientale. Secondo quanto dichiarato dallo stesso Monti, circa il 50% di questi capitali sarà destinato alle fonti rinnovabili, mentre il resto sarà impiegato nello sviluppo dei cosiddetti strumenti di flessibilità. Fra questi ci sono i sistemi di accumulo, i servizi energetici e la promozione del green gas e di tecnologie di efficienza energetica.
Questa strategia riflette l’impegno di Edison per una transizione graduale verso un portafoglio energetico più pulito. L’obiettivo è portare la quota di energia decarbonizzata al 40% entro il 2030 e addirittura al 90% entro il 2040, secondo la visione delineata dal management.
Già nel 2024 la società ha compiuto progressi importanti. L’intensità delle emissioni di CO2 è stata ridotta del 15%, mentre la quota di energia elettrica derivata da fonti rinnovabili ha raggiunto il 28% della produzione complessiva. La capacità installata di impianti eolici, fotovoltaici e idroelettrici ha superato i 2,2 GW, producendo circa 5,5 TWh di energia verde, sufficiente a soddisfare le esigenze energetiche di una grande città come Milano.
Strategie e sostenibilità
Oltre ai risultati industriali, sotto Nicola Monti Edison ha rafforzato il proprio impegno in ambito Esg (Environmental, Social and Governance). La società ha allineato il proprio piano agli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu e alla Tassonomia Europea, con una quota sempre maggiore di investimenti considerati sostenibili.
Il manager ha inoltre promosso la costituzione di enti dedicati alla responsabilità sociale. Tra questi ci sono la Fondazione Edison e la Fondazione Edison Orizzonti Sociali, con programmi focalizzati sul contributo che le imprese energetiche possono dare allo sviluppo sociale, culturale e ambientale del Paese.
Il ruolo di Monti come protagonista nella trasformazione di Edison non si limita alla sola gestione interna. Il manager è anche una voce influente nel dibattito pubblico sulla futura architettura energetica del Paese, partecipando a conferenze, tavole rotonde e forum di settore in cui si discute di decarbonizzazione, infrastrutture energetiche e sostenibilità.
In occasione del 140° anniversario di Edison, ha rappresentato la società in un evento ufficiale al Quirinale con il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sottolineando il ruolo storico e futuro dell’azienda nella trasformazione energetica italiana.
Sfide e prospettive future
Nonostante i progressi, la trasformazione energetica resta un percorso complesso. Edison, sotto la guida di Monti, sta accelerando gli investimenti nei progetti green – come quelli per oltre 500 MW di capacità eolica e solare nel 2026 – e valutando anche nuove strutture di capitale per finanziare queste iniziative senza aumentare eccessivamente il debito del gruppo. L’azienda sta esplorando l’eventualità di un aumento di capitale tramite l’entrata di partner o la possibile quotazione in Borsa, pur mantenendo il controllo azionario da parte di Électricité de France.
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