L’impero degli occhiali: com’è nato il gigante mondiale Luxottica

L’impero degli occhiali: com’è nato il gigante mondiale Luxottica© Shutterstock

Anche attraverso la fusione con Essilor del 2017, Luxottica è oggi riconosciuta come la più grande azienda produttrice e distributrice di occhiali al mondo, un colosso che controlla marchi storici come Ray‑Ban, Oakley e Persol, oltre a una vasta rete di catene retail come LensCrafters e Sunglass Hut. Ma la sua ascesa da piccola fabbrica alle vette dell’industria globale è una storia di visione imprenditoriale, integrazione verticale e strategia aziendale ben precisa.

Le origini di Luxottica: un’officina di montagna

La storia di Luxottica inizia nel 1961 ad Agordo, un piccolo paese nelle Dolomiti venete, quando Leonardo Del Vecchio fonda l’azienda con l’obiettivo di produrre componenti metallici per occhiali. Del Vecchio, cresciuto come apprendista metalmeccanico a Milano, trasferisce le sue competenze nella lavorazione dei metalli nella valle bellunese, dove esisteva già una tradizione legata al settore dell’ottica.

Inizialmente l’azienda opera come produttore conto terzi, realizzando parti e semilavorati per altri produttori di montature. Tuttavia, già negli anni Sessanta emerge la visione di Del Vecchio: piuttosto che limitarsi a fornire componenti, l’azienda farà propri i prodotti finiti, controllando ogni fase della filiera.

Dalla produzione delle parti agli occhiali completi

Nel 1967 Luxottica lancia sul mercato le sue prime montature complete con il proprio marchio, segnando una svolta nella strategia aziendale. Questo passaggio dal ruolo di fornitore a quello di produttore di occhiali finiti è cruciale e pone le basi per una crescita significativa. Nel 1971 viene presentata la prima collezione ufficiale alla fiera internazionale Mido di Milano, l’evento di riferimento per il settore ottico.

Negli anni successivi, decide che per crescere è necessario controllare l’intera filiera produttiva e distributiva: una scelta che diventerà centrale nel suo modello di business. Nel 1974 acquisisce la società di distribuzione Scarrone, dando avvio a quella che nel tempo sarà una delle caratteristiche principali dell’azienda: l’integrazione verticale, ovvero il controllo integrato dalla progettazione alla vendita al dettaglio.

Luxottica: espansione internazionale e primi grandi accordi

Negli anni Ottanta Luxottica intensifica la sua espansione oltre i confini italiani con l’apertura della prima filiale internazionale in Germania nel 1981, seguita da successivi ingressi in nuovi mercati. Il gruppo si distingue anche per la sua capacità di collegare il mondo dell’ottica a quello della moda. Nel 1988 firma un primo accordo di licenza con Giorgio Armani, una mossa che segna l’inizio di una lunga serie di collaborazioni con grandi case di moda per la produzione di occhiali firmati.

Una delle chiavi del successo è stata l’ampia strategia di acquisizioni di marchi e catene di distribuzione. Nel 1990 l’azienda si quota alla New York Stock Exchange, un passo importante per raccogliere capitali e finanziare la sua espansione. Tra le principali acquisizioni vi è quella di Vogue Eyewear, di Persol e della catena americana LensCrafters, un retailer che diventerà uno dei pilastri della rete di vendita globale del gruppo.

Un altro momento storico è l’acquisto di Ray‑Ban da Bausch & Lomb nel 1999, un marchio iconico che afferma la posizione di Luxottica nel segmento degli occhiali da sole di fascia alta e nella cultura popolare internazionale. Nel 2001 viene acquisita la catena Sunglass Hut, aumentando la presenza diretta al dettaglio, e nel 2007 Luxottica completa l’acquisizione di Oakley, noto brand di occhiali sportivi ad alte prestazioni.

Innovazione nel modello di business

Negli anni Novanta e Duemila, Luxottica consolida il suo ruolo non solo come semplice produttore, ma come player integrato che controlla l’intero ciclo del valore: progettazione, produzione, distribuzione wholesale e retail. Questo modello consente all’azienda di gestire in modo efficiente costi, qualità e tempi di commercializzazione, creando un vantaggio competitivo difficile da replicare.

La società non solo sviluppa i propri marchi, ma detiene anche licenze di produzione e distribuzione per brand di moda di lusso come Chanel, Prada, Versace e molti altri (anche se negli anni più recenti alcune licenze sono state rinegoziate nel settore).

La creazione di EssilorLuxottica

Una delle svolte più significative nella storia recente dell’azienda è il matrimonio industriale con Essilor, il colosso francese specializzato nella produzione di lenti oftalmiche. Annunciata nel 2017 e completata nel 2018, questa fusione ha dato vita a EssilorLuxottica, un gruppo con presenza globale rafforzata e una capacità unica di combinare competenze – dalle lenti alla montatura fino al retail – sotto un’unica strategia.

La creazione di questo Gruppo ha consolidato ulteriormente la leadership nel settore dell’eyewear, posizionandolo come protagonista dominante a livello globale, con una presenza capillare in centinaia di paesi e migliaia di punti vendita.

Il ruolo di Francesco Milleri

Il 2016 rappresenta un anno chiave per il rapporto tra Luxottica e Francesco Milleri, attualmente amministratore delegato. Viene infatti chiamato a far parte dell’azienda come amministratore con funzioni vicarie, con l’incarico di coadiuvare Del Vecchio nella gestione strategica. Nel 2017 diventa vicepresidente, assumendo un ruolo sempre più centrale nella governance dell’azienda.

In quegli anni, la più grande sfida per Luxottica è la fusione con Essilor, azienda francese leader nel mercato delle lenti oftalmiche. Formalizzata nel 2018, crea uno dei più potenti player globali nel settore eyewear e soluzioni per la visione, integrando verticalmente produzione di lenti, montature e network distributivo. Milleri gioca un ruolo determinante nel processo di integrazione delle due società, lavorando a stretto contatto con Paul du Saillant e i team esecutivi per armonizzare strategie, sistemi e piani di crescita.

Questa fase è cruciale perché non solo richiede competenze manageriali e tecniche, ma anche capacità di mediazione culturale e organizzativa tra due grandi realtà con heritage e modi di fare business differenti. Il manager si pone così come figura ponte, capace di interpretare e realizzare la visione di Del Vecchio oltre i confini nazionali e manageriali.

L’eredità dell’impresa

Sebbene Leonardo Del Vecchio sia venuto a mancare nel 2022, la sua visione imprenditoriale continua a influenzare il gruppo. Prima della sua scomparsa, era considerato uno degli uomini più ricchi d’Italia e un simbolo di imprenditorialità, passando da umili origini a costruire un’impresa con portata mondiale.

Oggi EssilorLuxottica mantiene l’eredità di Luxottica attraverso un modello di business che unisce produzione, design, distribuzione e vendita al dettaglio, contando decine di migliaia di dipendenti e una presenza nei principali mercati globali.

Il percorso dell’azienda dimostra come l’industria italiana possa competere e affermarsi nei mercati globali. Partita da una piccola officina artigianale nelle Dolomiti, l’azienda ha saputo trasformarsi in una realtà internazionale che non solo produce occhiali, ma plasma tendenze di moda e stile di vita in tutto il mondo.

Nel suo sviluppo si intrecciano visione imprenditoriale, integrazione produttiva, ricerca e internazionalizzazione, rendendo Luxottica un caso di studio emblematico nell’industria manifatturiera italiana e globale.

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