Ilya Sutskever è uno degli scienziati che hanno contribuito più profondamente allo sviluppo dell’intelligenza artificiale moderna, pur essendo rimasto a lungo meno noto al grande pubblico rispetto a figure come Sam Altman (OpenAI) o Jensen Huang (Nvidia). Il suo nome è tornato al centro dell’attualità con l’accordo tra Nvidia e Safe Superintelligence Inc. (Ssi), la startup che ha fondato dopo l’uscita da OpenAI.
Il legame tra Sutskever e Nvidia, però, affonda le radici molto più indietro. Nel 2012, AlexNet fu addestrata in cinque-sei giorni su due GPU Nvidia GTX 580, processori grafici usati per accelerare i calcoli. Quella rete neurale segnò una svolta nell’intelligenza artificiale. Quattordici anni dopo, Sutskever torna al punto di partenza: Nvidia scommette su chi contribuì a mostrare il valore delle sue GPU con un investimento miliardario in Ssi. Le società non hanno reso noti i termini e parlano soltanto di un investimento “sostanziale”.
Il patto strategico darà a Ssi accesso a Vera Rubin e ne moltiplicherà per dieci la capacità di calcolo. Nvidia ha inoltre ottenuto un accesso eccezionale alla ricerca del laboratorio e collaborerà all’evoluzione delle proprie piattaforme. Era già tra gli investitori del round del 2025, che valutò SSI tra 30 miliardi e 32 miliardi di dollari, pur senza modelli pubblicati o prodotti sul mercato. Nell’economia dell’AI, il calcolo è capitale industriale e la reputazione scientifica un asset finanziario: il mercato compra l’opzione su una scoperta ancora invisibile.
Chi è Ilya Sutskever: età, studi e AlexNet
Nato nel 1986 nell’allora Unione Sovietica, cresciuto in Israele ed emigrato da adolescente in Canada, Sutskever ha studiato matematica e informatica (computer science) all’Università di Toronto. Qui ha conseguito il dottorato con Geoffrey Hinton, uno dei padri del deep learning, l’apprendimento profondo, e premio Nobel per la Fisica 2024.
Come accennato, con Hinton e Alex Krizhevsky firmò nel 2012 AlexNet, capace di classificare le immagini del benchmark ImageNet con risultati nettamente superiori ai concorrenti. Il lavoro rese evidente la formula che avrebbe dominato il settore: grandi dataset, reti neurali profonde e calcolo accelerato dalle GPU. Dopo Stanford e DNNresearch, Sutskever entrò in Google Brain come ricercatore (Research Scientist) e contribuì al modello sequence-to-sequence, fondamentale per la traduzione neurale e il machine learning applicato al linguaggio.
Ilya Sutskever, OpenAI e il caso Sam Altman
Nel 2015 lasciò Google per cofondare OpenAI. Da responsabile scientifico (Chief Scientist) fu uno degli architetti dei modelli GPT e della ricerca che portò a ChatGPT. Nel novembre 2023 partecipò alla rimozione di Sam Altman dalla carica di amministratore delegato, salvo poi sostenerne il ritorno pochi giorni dopo.
La domanda diventata un meme — “che cosa ha visto Ilya Sutskever?” — ha oggi almeno una risposta meno esoterica: una crisi di governance. Nel 2026, testimoniando nella causa intentata da Elon Musk contro OpenAI, distinta dalla vicenda societaria del 2023 ma utile a ricostruirne alcuni retroscena, il ricercatore ha dichiarato di avere raccolto per circa un anno materiale su quello che definiva un “modello costante di menzogne” di Altman, confluito in un documento di 52 pagine. Sono accuse attribuite a Sutskever, non fatti accertati. Secondo la sintesi pubblicata da OpenAI, una revisione di WilmerHale individuò una rottura della fiducia, ma concluse che la condotta di Altman non imponeva la rimozione. La causa promossa da Musk è stata poi respinta perché tardiva, senza una decisione sul merito delle accuse emerse durante il procedimento.
Safe Superintelligence e l’accordo con Nvidia
Sutskever lasciò OpenAI nel maggio 2024 e un mese dopo fondò Safe Superintelligence Inc. con Daniel Gross e Daniel Levy, con sedi a Palo Alto e Tel Aviv. La società dichiara un solo obiettivo e un solo prodotto: una superintelligenza “sicura”. Per superintelligenza si intende un passaggio oltre l’Agi, l’intelligenza artificiale generale: un ipotetico sistema capace di superare le abilità umane restando controllabile e allineato agli obiettivi stabiliti. “Sicura” è dunque una missione, non un risultato dimostrabile. La governance è cambiata nel 2025: Gross ha lasciato Ssi il 29 giugno, Sutskever ne è diventato amministratore delegato e Levy presidente.
Con Nvidia, il progetto Ssi entra in una fase industriale. Secondo il Wall Street Journal, SSI aveva fatto affidamento soprattutto sulle TPU, i chip per l’AI di Google; ora sposta il baricentro verso Vera Rubin. Per Jensen Huang significa conquistare un cliente simbolico e ottenere indicazioni sulle prossime architetture. Per Sutskever significa verificare su scala una ricerca rimasta segreta per due anni.
Non è una contraddizione con la sua tesi secondo cui l’era del semplice scaling, cioè dell’aumento di dati e potenza di calcolo, sta lasciando spazio a una nuova “era della ricerca”: i grandi computer restano necessari, ma non bastano più da soli. Nvidia scommette che Ssi possieda l’altra metà dell’equazione, un’idea scientifica abbastanza nuova da meritare dieci volte più potenza di calcolo. Per Nvidia, il valore di Sutskever non sta soltanto nei risultati ottenuti in passato, ma nella possibilità che sia ancora lui a individuare la prossima direzione scientifica su cui concentrare capitali, chip e capacità di calcolo.
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© Photo by Kimberly White/Getty Images for SSI




