Francesca Bellettini: dal rilancio di Saint Laurent a Kering

Francesca Bellettini: dal rilancio di Saint Laurent a Kering© Getty Images

Nel panorama internazionale del lusso, pochi manager hanno avuto un impatto tanto profondo quanto Francesca Bellettini. Professionista riservata, lontana dall’esposizione mediatica tipica del fashion system, è considerata una delle figure più influenti dell’industria globale della moda. Il suo nome è legato soprattutto alla straordinaria trasformazione di Saint Laurent, marchio che sotto la sua guida è diventato uno dei brand più redditizi e desiderabili del lusso contemporaneo.

Negli ultimi anni il suo ruolo si è ulteriormente rafforzato all’interno di Kering, conglomerato proprietario di marchi come Gucci, Balenciaga e Bottega Veneta. Le recenti nomine del 2025 hanno confermato la fiducia assoluta del Gruppo nella manager italiana, chiamata oggi a gestire una delle fasi più delicate della storia recente di Gucci.

Le origini e la formazione

Francesca Bellettini nasce a Cesena e cresce in Emilia-Romagna, in una famiglia lontana dal mondo della moda. Dopo gli studi in economia aziendale all’Università Bocconi, trascorre un periodo formativo negli Stati Uniti, esperienza che contribuirà alla sua visione internazionale del business.

La sua carriera inizia nella finanza. Lavora a Londra nel settore dell’investment banking presso società come Goldman Sachs International e Deutsche Morgan Grenfell. Questa formazione economico-finanziaria rappresenterà uno degli elementi distintivi del suo approccio manageriale: una capacità rara, nel lusso, di coniugare creatività e disciplina finanziaria.

Nel 1999 entra nel Gruppo Prada, occupandosi di business planning e sviluppo. Successivamente lavora per Helmut Lang come operations manager. Sono anni fondamentali per comprendere i meccanismi industriali della moda internazionale.

L’arrivo in Kering e la crescita interna

Nel 2003 Francesca Bellettini entra nel Gruppo Kering – all’epoca ancora conosciuto come Ppr – con un ruolo strategico in Gucci. Qui si occupa di pianificazione e merchandising globale. Successivamente passa a Bottega Veneta, dove assume incarichi sempre più rilevanti nell’area comunicazione e merchandising internazionale.

Questa lunga esperienza interna le permette di conoscere profondamente la struttura del gruppo e le dinamiche del lusso globale. A differenza di molti Ceo provenienti da percorsi esclusivamente creativi o commerciali, Bellettini sviluppa una visione trasversale che comprende branding, distribuzione, retail, comunicazione e finanza. La svolta arriva nel 2013, quando viene nominata a.d. di Saint Laurent.

Il rilancio di Saint Laurent

Quando Francesca Bellettini assume la guida di Saint Laurent, la maison sta vivendo una fase di transizione importante. Il marchio possiede un enorme patrimonio creativo e storico, ma necessita di una nuova identità contemporanea capace di competere con giganti come Louis Vuitton, Dior o Chanel.

La collaborazione con il direttore creativo Hedi Slimane segna una svolta decisiva. Bellettini comprende immediatamente il potenziale della visione radicale di Slimane e decide di sostenerla pienamente, anche nelle scelte più controverse.

Una delle prime decisioni simboliche è il rebranding del marchio da Yves Saint Laurent a Saint Laurent Paris per le linee prêt-à-porter. Una scelta inizialmente criticata da parte della stampa e degli appassionati di moda, ma che contribuirà a rendere il brand più contemporaneo e riconoscibile. Sotto la guida di Bellettini, vive una crescita impressionante. I ricavi passano da circa 557 milioni di euro nel 2013 a quasi 3 miliardi nel 2024.

Il successo non deriva soltanto dall’estetica rock e minimalista introdotta da Slimane, ma da una strategia manageriale molto precisa: rafforzamento dell’identità del marchio; espansione internazionale; controllo rigoroso della distribuzione; crescita del retail diretto; aumento della desiderabilità e focus sulla redditività. Bellettini è riuscita a trasformare Saint Laurent in uno dei marchi più coerenti e profittevoli del lusso contemporaneo.

La leadership di Francesca Bellettini

Uno degli aspetti più apprezzati del management di Francesca Bellettini è la capacità di bilanciare creatività e disciplina aziendale. In un settore dove spesso prevale il culto della personalità creativa, ha costruito una cultura manageriale fondata su agilità, autenticità e rapidità decisionale.

Durante le interviste ha spesso sottolineato come il lusso non possa essere gestito esclusivamente come un business finanziario. La creatività, secondo la manager italiana, rimane il vero elemento distintivo del settore fashion.

Al tempo stesso, però, Bellettini ha introdotto una forte cultura della performance. Saint Laurent è diventato un caso di studio per la capacità di crescere mantenendo margini elevati e controllo dell’immagine.

La sua leadership viene spesso descritta come pragmatica, poco teatrale e molto orientata ai risultati. Questa impostazione l’ha resa una figura particolarmente rispettata dagli investitori e dagli analisti finanziari.

Il ruolo strategico in Kering

Nel settembre 2023 Kering promuove Francesca Bellettini a Deputy Ceo con responsabilità sullo sviluppo dei brand del gruppo. Tutti gli amministratori delegati delle maison del gruppo iniziano a riportare direttamente a lei.

La nomina rappresenta un passaggio storico. Diventa una delle manager più potenti del lusso europeo, con un ruolo centrale nella supervisione strategica di marchi come Gucci, Balenciaga, Bottega Veneta, McQueen e Brioni.

Il gruppo Kering attraversa infatti una fase complessa. Dopo anni di crescita trainata soprattutto da Gucci, il conglomerato deve affrontare un rallentamento del mercato del lusso e una significativa flessione delle vendite del marchio fiorentino. Gli investitori chiedevano da tempo una governance più chiara e una leadership più incisiva per affrontare la crisi.

Il passaggio in Gucci

La svolta più importante degli ultimi mesi riguarda proprio Gucci. Nel settembre 2025 Kering annuncia ufficialmente la nomina di Francesca Bellettini come presidente e Ceo del marchio. La decisione arriva in un momento estremamente delicato. Infatti, Gucci registra un forte calo delle vendite e il gruppo Kering sta riorganizzando la governance. Il nuovo Ceo, Luca de Meo, vuole accelerare il rilancio e il brand ha appena avviato una nuova fase creativa con Demna.

La nomina di Bellettini rappresenta il primo grande cambiamento manageriale della nuova era Kering. Gli analisti interpretano questa scelta come un segnale molto forte. L’azienda punta sulla dirigente che ha già dimostrato di saper trasformare un marchio in difficoltà in una potenza globale del lusso.

La situazione di Gucci è molto diversa rispetto a quella affrontata in Saint Laurent nel 2013. Rimane uno dei marchi più importanti al mondo, ma sta vivendo una fase di forte instabilità creativa e commerciale. Negli ultimi anni il brand ha registrato un rallentamento delle vendite, cambi frequenti nella leadership, transizioni creative delicate e una perdita di appeal presso parte dei consumatori luxury.

Gucci rappresenta ancora circa il 40% del fatturato di Kering e circa metà del suo utile operativo. Questo rende la missione di Bellettini particolarmente strategica per l’intero gruppo. La manager italiana dovrà lavorare su diversi fronti. Fra questi ci sono il rilancio dell’identità del marchio, la stabilizzazione della governance e la valorizzazione della nuova direzione creativa. Ma anche il recupero della redditività e la riconquista della clientela internazionale. Molti osservatori ritengono che proprio la sua esperienza in Saint Laurent possa rappresentare il modello ideale per la rinascita di Gucci.

Una delle donne più influenti nel lusso

Francesca Bellettini è oggi considerata una delle figure femminili più influenti dell’economia europea. In un settore ancora dominato da leadership maschili ai vertici dei grandi Gruppi, la sua ascesa ha un forte valore simbolico.

A differenza di molti manager-star della moda, mantiene uno stile estremamente riservato. Rilascia poche interviste, evita la sovraesposizione mediatica e concentra la comunicazione sui risultati aziendali. Questa discrezione ha contribuito a rafforzarne l’autorevolezza nel mondo finanziario e industriale.

La sua carriera rappresenta uno dei casi manageriali più interessanti del lusso contemporaneo. Dalla formazione finanziaria alla trasformazione di Saint Laurent, fino al ruolo strategico in Kering e alla recente nomina alla guida di Gucci, il suo percorso mostra come il settore fashion moderno richieda competenze sempre più trasversali.

Il successo ottenuto in Saint Laurent l’ha consacrata come una fra i migliori Ceo del lusso globale. Ora la sfida è ancora più grande: riportare Gucci al centro della crescita di Kering in un mercato del lusso sempre più competitivo e instabile.

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