Fatturato e acquisizioni: la parabola di Bending Spoons

Dal boom dei ricavi ai margini record, passando per acquisizioni miliardarie: ecco come la corsa di Bending Spoons sta ridefinendo il panorama tech italiano

Fatturato e acquisizioni: la parabola di Bending Spoons
Non è una storia da Silicon Valley, ma da Milano. Bending Spoons ha trasformato app e acquisizioni in una macchina da centinaia di milioni di euro di fatturato. Fondata nel 2013 da un gruppo di giovani ingegneri – Luca Ferrari, Francesco Patarnello, Matteo Danieli, Luca Querella e Tomasz Greber – la software house milanese è passata in poco più di dieci anni dallo status di startup a quello di unicorno globale.
La notorietà in Italia è arrivata nel 2020, con lo sviluppo di Immuni, l’app di contact tracing per il Ministero della Salute. Ma è soprattutto con una strategia aggressiva di acquisizioni e investimenti che l’azienda ha accelerato la propria crescita, accumulando centinaia di milioni di utenti in tutto il mondo e diventando uno dei protagonisti più attivi nelle acquisizioni del settore digitale globale.

Fatturato record ed Ebitda margin nel 2024

Il 2024 è stato un anno spartiacque per Bending Spoons. Secondo i dati riportati dal fondo Tamburi Investment Partners, il fatturato dell’azienda è salito del 72,5% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 622 milioni di euro. Un salto dai circa 360 milioni del 2023. Ancora più impressionante l’Ebitda margin, pari al 50,6% e corrispondente a circa 315 milioni di euro. Una redditività che supera giganti come Apple e Google, pur restando sotto Nvidia.

Una tale profittabilità è straordinaria nel panorama tech: superiore a quella di Apple (34%) o Google (36,5%), pur rimanendo inferiore a Nvidia (66%). Questi numeri spiegano perché la società guidata da Luca Ferrari sia stata definita “una formidabile macchina da soldi” da una testata come Wired.

Non sorprende quindi che Bending Spoons sia oggi uno dei pochissimi “unicorni” hi-tech italiani. La società ha raggiunto già nel 2024 una valutazione di circa 2,55 miliardi di dollari, collocandosi al primo posto tra le startup italiane miliardarie. Tale valutazione deriva anche dagli importanti round di finanziamento condotti: a febbraio 2024, ad esempio, Bending Spoons ha raccolto 155 milioni di dollari di nuovi capitali, con un aumento di capitale che ha portato nuovi soci e confermato la fiducia degli investitori.

Un percorso che ha aperto la strada alle operazioni trasformative del 2025, anno in cui la società milanese ha cominciato a contendersi asset storici del web con i grandi gruppi del private equity americano.

Investitori globali

Dietro la crescita di Bending Spoons c’è una strategia di finanziamento solida, sostenuta da investitori italiani e internazionali di primo piano. Il gruppo fondatore mantiene circa il 55% del capitale, mentre il 15% è in mano ai dipendenti. Negli ultimi anni sono entrati nel capitale alcuni importanti soci di minoranza. In particolare il fondo scozzese Baillie Gifford è salito a una quota vicina al 6%, diventando il primo investitore esterno. Anche Highland Europe ha acquisito circa l’1,3% dell’azienda nel 2024, mentre tra gli altri partner figurano Nuo Capital e Intesa Sanpaolo.

Tamburi Investment Partners (tramite StarTIP) detiene circa il 3,3% di Bending Spoons e ha partecipato pro-quota a tutti i round, investendo ad esempio altri 4,7 milioni di euro nel gennaio 2024. La holding H14 della famiglia Berlusconi è invece uscita dal capitale.

Non mancano, inoltre, personaggi famosi come l’ex tennista Andre Agassi, l’attore Bradley Cooper, il rapper italiano Fedez, ma anche top manager come Diego Piacentini (ex Apple e Amazon) ed Eric Schmidt (ex Ceo di Google).

Complessivamente, dalla fondazione a oggi l’azienda ha raccolto oltre 560 milioni di euro in equity, cui si sono aggiunti ingenti linee di credito e debito.

Nel 2024 infatti Bending Spoons ha iniziato a finanziare le proprie acquisizioni anche tramite venture debt: prima con un’operazione da 600 milioni di dollari e poi, ad agosto 2025, con un nuovo round di debito da 500 milioni di euro. Quest’ultima operazione include un leveraged loan da 350 milioni ricevuto nel luglio 2025. L’obiettivo dichiarato di questa liquidità è sostenere ulteriori acquisizioni entro l’inizio del 2026.

La solidità della base azionaria ha permesso a Bending Spoons di sostenere una sequenza di operazioni internazionali sempre più rilevanti, culminate nel 2025 con una serie di acquisizioni senza precedenti per una realtà italiana.

Acquisizioni globali a sostegno della crescita

Un elemento chiave del “modello Bending Spoons” è la campagna di shopping ‘aggressiva’ condotta negli ultimi anni. Una strategia che nel 2025 ha raggiunto una scala globale paragonabile ai grandi conglomerati tech americani, con operazioni distribuite tra Europa, Stati Uniti e Silicon Valley.

L’azienda ha scelto di non limitarsi a creare app da zero, ma di acquisire prodotti e piattaforme digitali già affermati ma con potenziale inespresso, per poi rilanciarli. Questa strategia ha portato Bending Spoons a integrare nel proprio portafoglio marchi di rilevanza globale:

  • 2023: acquisizione di Evernote.
  • 2024: acquisti di Meetup, Mosaic Group, Hopin (con la piattaforma di live streaming StreamYard), WeTransfer, Issuu e Komoot.
  • 2025: acquisizione di Brightcove, MileIQ, Vimeo per 1,38 miliardi di dollari (la più grande operazione della sua storia), l’accordo definitivo per rilevare AOL, e infine l’intesa per acquisire Eventbrite in una transazione interamente in denaro dal valore di circa 500 milioni di dollari.

L’operazione Vimeo segna un salto di scala: con questa acquisizione Bending Spoons diventa un player di riferimento nel video online a livello globale. L’amministratore delegato Luca Ferrari ha dichiarato di voler gestire Vimeo “a tempo indeterminato”, con l’obiettivo di potenziarne le funzionalità, anche attraverso l’intelligenza artificiale.

A novembre 2025 Bending Spoons ha inoltre annunciato un accordo definitivo per acquisire AOL da Apollo Global Management, segnando l’ingresso nella storia della prima Internet. Poche settimane dopo, a dicembre, è stato firmato anche l’accordo per l’acquisizione di Eventbrite, ulteriore tassello di un’espansione che non ha precedenti per una società italiana del digitale.

Bending Spoons compra Eventbrite per 500 milioni di dollari

Organizzazione interna e cultura aziendale

Nel 2025 i dipendenti sono circa 1.000, provenienti da una cinquantina di nazionalità diverse (erano 600 nel 2023). Ogni anno l’azienda riceve circa 600 mila candidature, segno del forte appeal tra i giovani professionisti tech. L’organizzazione del lavoro è interamente flessibile: nessun obbligo di presenza fisica, riunioni tutte online, spazi condivisi e silent room pensate per favorire creatività e concentrazione.

Bending Spoons terza in Europa tra le pmi dove si lavora meglio

Bending Spoons fatturato e sfide future

Bending Spoons è diventata in breve tempo una “fabbrica delle app” di rilevanza mondiale. I risultati economici – dal fatturato schizzato a oltre 600 milioni di euro agli elevati margini operativi – testimoniano l’efficacia di questo modello di business. I capitali raccolti vengono reinvestiti per alimentare ulteriore espansione, in un circolo virtuoso che finora ha generato valore sia per gli investitori che per il team fondatore.

All’orizzonte, le sfide non mancano: integrare realtà diverse come WeTransfer, Vimeo, AOL ed Eventbrite richiede capacità manageriali e tecnologiche notevoli.. Alcune acquisizioni hanno suscitato resistenze, ma l’azienda ha dimostrato di saper rilanciare i prodotti e competere ad armi pari con i giganti internazionali. Forte di una valutazione miliardaria e di una base utenti in costante aumento, Bending Spoons guarda ai prossimi passi con ambizione, puntando sui mercati chiave e sull’innovazione continua.


* Articolo inizialmente pubblicato il 24 settembre 2025, aggiornato il 2 dicembre 2025 alle 13.30

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