Dalle autostrade ai motori a idrogeno: la storia di Iveco

Iveco: dai camion Fiat al camion a idrogeno© Shutterstock

Iveco è oggi uno dei leader mondiali nella produzione di veicoli commerciali e industriali, ma la sua storia comincia come un progetto ambizioso di integrazione europea nel settore dei camion e dei veicoli industriali. Nel corso degli ultimi 50 anni, l’azienda ha saputo trasformarsi da semplice produttore di camion alla frontiera dell’innovazione tecnologica, con un forte impegno verso la mobilità sostenibile e i camion a idrogeno.

Le origini e l’unione dei marchi europei

Iveco nacque ufficialmente il 1° gennaio 1975, con la fusione di cinque storiche realtà del settore dei veicoli industriali. Fiat Veicoli Industriali, OM, Lancia Veicoli Speciali (tutti italiani), Unic (francese) e Magirus-Deutz (tedesca) hanno unito le proprie competenze e forze economiche e commerciali. L’obiettivo era creare un polo europeo in grado di competere con i grandi costruttori internazionali, razionalizzando la produzione, consolidando le reti commerciali e unificando le tecnologie di diversi marchi dalla grande esperienza.

Il nome stesso — IVeCo sta per Industrial Vehicles Corporation — rifletteva questa aspirazione. Il fine era di integrarsi per costruire industrial vehicle di alta qualità e prestazioni. Negli anni successivi alla fusione, l’azienda standardizzò rapidamente la propria gamma e avviò campagne di promozione su scala internazionale, con l’obiettivo di espandersi oltre i confini nazionali e diventare un punto di riferimento nel settore.

I primi modelli e l’espansione internazionale

Già nel 1978, Iveco presentò il Daily, molto diffuso ancora oggi. Si tratta del primo veicolo leggero progettato e commercializzato interamente sotto il nuovo marchio. Questo modello si affermò per la sua solidità, per la versatilità e l’affidabilità indiscusse, caratteristiche che avrebbero contraddistinto per decenni i veicoli dell’azienda.

Negli anni Ottanta, Iveco entrò con forza nel segmento dei camion pesanti, lanciando modelli come il TurboStar, che divenne un importante best seller in Europa e consolidò la reputazione dell’azienda nel mercato dei trasporti a lungo raggio. In parallelo, la società ampliò il proprio portfolio acquistando altri marchi e stringendo alleanze, come la joint venture con Ford nel 1986 e l’acquisizione dell’azienda spagnola Pegaso nel 1990, rafforzando la sua presenza internazionale.

Iveco, innovazione tecnica e motori più efficienti

Fin dagli anni Ottanta, Iveco ha innovato anche sul fronte delle motorizzazioni. Proprio nel 1980 fu realizzato il primo motore diesel turbo per veicoli industriali pesanti, mentre negli anni successivi vennero introdotti motori diesel a iniezione diretta e sistemi avanzati per la riduzione delle emissioni. Queste tecnologie posero le basi per l’evoluzione dei camion negli anni a venire.

Con l’avvento della normativa europea sulle emissioni, l’azienda continuò a innovare le proprie motorizzazioni, sviluppando sistemi come l’EGR – che sta per Exhaust Gas Recirculation – così da ridurre gli inquinanti e soddisfare requisiti ambientali sempre più stringenti.

Il nuovo millennio e la crescita aziendale

Nel corso degli anni Novanta e Duemila, Iveco ampliò ulteriormente la propria gamma con modelli come EuroCargo, EuroTech, EuroStar ed EuroTrakker. Stiamo parlando di veicoli che ricevettero diversi riconoscimenti di settore e apprezzati a livelo globale. Nel 2003 vi fu anche il lancio dello Stralis, che vinse il premio Truck of the Year, consolidando la posizione dell’azienda nel segmento dei camion pesanti.

In contemporanea alla crescita dei prodotti, Iveco è stata coinvolta anche in processi industriali più ampi. Nel 2011 divenne parte di Fiat Industrial, società che comprendeva anche CNH Industrial e FPT Industrial, mentre nel 2022 Iveco Group N.V. è stata costituita come entità indipendente quotata alla Borsa di Milano**, segnando una nuova fase nella storia dell’azienda.

Verso la sostenibilità: le alternative Iveco ai carburanti tradizionali

Negli ultimi anni, in risposta alla crescente domanda di mobilità sostenibile e alla transizione energetica globale, Iveco ha ampliato la propria strategia verso le nuove tecnologie di propulsione. Questo include soluzioni basate sui biocarburanti, sul gas naturale compresso e liquefatto, sui veicoli elettrici e a celle a combustibile a idrogeno. L’azienda ha cercato di rispondere nella maniera più esaustiva possibile alle esigenze di mercato.

Una delle collaborazioni significative in questo senso è quella con Eni, siglata nel 2022. Le due aziende lavorano insieme per sviluppare una piattaforma di mobilità sostenibile con carburanti alternativi — incluso l’idrogeno — e infrastrutture correlate. Questo accordo testimonia l’impegno di Iveco nel promuovere tecnologie adatte a ridurre le emissioni nei trasporti commerciali.

Progetti pionieristici di Iveco nel camion a idrogeno

Una delle frontiere più avanzate di Iveco è rappresentata dai camion a idrogeno. Nel 2025, l’azienda ha consegnato i primi S-eWay Fuel Cell a Bmw nell’ambito del progetto H2Haul. Si tratta di un’iniziativa europea cofinanziata dalla Clean Hydrogen Partnership, che punta a dimostrare l’efficacia dei camion a celle a combustibile per il trasporto a lungo raggio a emissioni zero.

Questi camion possono percorrere fino a 800 chilometri con un solo rifornimento e rifornirsi in meno di 20 minuti, offrendo una soluzione concreta per la logistica a lungo raggio senza emissioni. Il progetto include anche lo sviluppo di infrastrutture di rifornimento, come le stazioni di idrogeno ad alta pressione inaugurate in Germania, essenziali per rendere questi nuovi veicoli utilizzabili nel quotidiano.

In aggiunta ai camion pesanti, sta collaborando con Hyundai per sviluppare veicoli commerciali più leggeri a fuel cell, come il prototipo eDAILY FCEV, pensato per consegne a medio raggio con rifornimento rapido e autonomia significativa. In questo modo partecipa alla crescita dell’ecosistema della mobilità a idrogeno.

Ruolo europeo e collaborazioni industriali

Iveco non lavora da sola nella transizione verso l’idrogeno. Fa parte di iniziative collaborative come H2Accelerate, insieme ad altri costruttori e partner industriali come Daimler Truck, OMV e Shell. L’obiettivo è di creare le condizioni per una diffusione su larga scala dei camion a idrogeno in Europa. Questo tipo di iniziative punta a costruire una rete di produzione e distribuzione di idrogeno e infrastrutture di rifornimento necessari per supportare un mercato in espansione.

Nel 2025 l’azienda ha continuato a consolidare la propria presenza in Europa con una gamma di veicoli che includono motorizzazioni tradizionali e alternative, mantenendo un forte impegno verso soluzioni sostenibili. I progetti legati all’idrogeno rappresentano una parte fondamentale della strategia multi-energiadell’azienda, che punta a offrire opzioni personalizzate in base alle esigenze operative dei clienti e a contribuire alla decarbonizzazione del settore dei trasporti.

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